Il Gip del Tribunale di Salerno, accogliendo l’istanza del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha disposto il dissequestro dell’area boscata denominata “Cozzo del Rosieddo”, ricadente nel Comune di Corleto Monforte.
“Possono così continuare i lavori per il raggiungimento di importanti obiettivi che riguardano alcune aree boscate del territorio del Parco, genericamente individuate con il termine “boschi vetusti” dichiara il direttore De Vita –  La gestione tradizionale delle faggete appenniniche ha storicamente portato a condizioni di semplificazione strutturale e compositiva dei popolamenti, con ripercussioni particolarmente negative sulla biodiversità degli habitat forestali. I Parchi Nazionali rappresentano contesti operativi ideali per la sperimentazione di interventi selvicolturali mirati sia ad accelerare i processi di diversificazione strutturale e compositiva di questi habitat sia a coniugare i benefici derivanti dagli interventi gestionali”.  “Si tratta – conclude De Vita – di interventi diversi dalla visione tradizionale della coltivazione del bosco, che consentiranno nel tempo una diversificazione strutturale dei boschi ed un incremento della biodiversità con benefiche ricadute per tutte le specie esistenti all’interno dell’area boscata, così come più volte sottolineato dal prof. Carlo Blasi, Direttore del Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università la Sapienza di Roma ed autore delle suddette previsioni all’interno del piano del Parco del Cilento”.

– redazione –


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