Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte questa notte ha firmato il nuovo Dpcm per limitare la diffusione del Coronavirus. Le norme saranno in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre, alcune sono valide per tutto il territorio nazionale e altre valgono a livello regionale in base alla divisione dell’Italia in tre fasce di rischio: zona verde, arancione e rossa.

In tutta Italia scatta il coprifuoco alle 22 e ritorna l’autocertificazione per uscire di casa dopo le dieci di sera soltanto per motivi di lavoro, necessità e salute; chiudono musei e mostre; sarà adottata la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, mentre per le scuole elementari e medie e per quelle dell’infanzia resta l’attività in presenza ma con l’uso obbligatorio delle mascherine (tranne per bambini al di sotto dei 6 anni); nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole; sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale potrà salire il 50% dei passeggeri; chiusi i bar e ristoranti alle 18 (possono restare aperti a pranzo la domenica); sospese le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni; chiusi i corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrà stabilire ulteriori misure di contenimento del contagio nelle aree dove è più alto e le strutture sanitarie sono in sofferenza, sulla base di un documento scientifico condiviso con la Conferenza delle Regioni. In giornata verrà resa nota la divisione delle Regioni per fascia di rischio.

Nella “Zona Arancione” (scenario di rischio intermedio) è vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza), sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita ed è consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza; è vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune; sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering, ma resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e da asporto fino alle 22.

Nella “Zona Rossa” (scenario di massima gravità) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla regione e all’interno del territorio, salvo necessità e urgenza; chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari e bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie (consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e fino alle ore 22 la ristorazione con asporto); sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto mentre è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale; attività scolastica in presenza per scuola dell’infanzia, elementare e prima media; restano aperti i parrucchieri. Le Regioni che ad oggi rischierebbero la “Zona Rossa” sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria.

I provvedimenti saranno valutati ogni settimana e avranno la durata minima di 15 giorni. Una Regione che entra in “Zona Rossa” vi rimarrà per almeno due settimane. Ogni Regione si collocherà in uno scenario in base a criteri oggettivi in maniera automatica. Il ministro della Salute potrà adottare ordinanze d’intesa con il Presidente della Regione per prevedere l’esenzione dell’applicazione di una o più misure restrittive, anche in specifiche parti del territorio regionale.

– Chiara Di Miele –

 

Un commento

  1. Questo è il risultato del fallimento di TUTTE le istituzioni governative.dopo che per mesi,”IN PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA” non è stato fatto un ca@@@, hanno il coraggio di proporre un “SEMAFORO”.VERGOGNATEVI TUTTI.MALEDETTI INCAPACI

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