Con una delibera del 1° ottobre scorso la Comunità Montana Vallo di Diano ha deciso, in linea con gli obiettivi di un “governo comprensoriale”, di intervenire “ad adiuvandum” nel giudizio avviato dal Comune di Atena Lucana per l’annullamento del permesso di costruire n.30/2014, con cui il Comune di Marsico Nuovo ha autorizzato l’approntamento della postazione sonda denominata “Pergola 1“, affinchè si realizzi un pozzo petrolifero esplorativo.

Molteplici sono le motivazioni addotte nel testo della delibera dall’ente montano valdianese per giustificare tale posizione. “Nella zona vicina al lotto – avanza la Comunità Montana nel testo deliberato – vi è la presenza di sorgenti ubicate nei comuni di Atena Lucana, Sala Consilina, Padula e Montesano sulla Marcellana, utilizzate per l’approvvigionamento idrico delle popolazioni di tali comuni, per uso domestico e attività industriali. Tutti i pozzi idrici ricadono nella perimetrazione del Vallo di Diano, territorio ricadente nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e nella regolamentazione dello stesso è vietata la presenza di pozzi petroliferi e di esplorazione“. La delibera continua sottolineando come non solo Atena Lucana abbia espresso parere contrario alla realizzazione di Pergola 1, ma anche Eboli e Roccadaspide, e come sia stata inoltrata al Comune di Marsico Nuovo una richiesta di accesso agli atti, con alla base il timore di danni irreversibili alle popolazioni, ai beni e alle attività dei comuni che si sono rivoltati dinanzi alla prospettiva futura che apre a un nuovo pozzo petrolifero e, ad oggi, non si sia ancora a conoscenza di un esame degli atti o di uno studio di dettaglio sulle conseguenze di eventuali perdite dal pozzo o di uno studio sismico sul comportamento e sulla sicurezza del pozzo stesso.

Questo interesse pubblico della Comunità Montana “attuale e concreto, alla tutela del territorio perchè esposto al rischio di un pregiudizio alla salute ed all’ambiente permanente ed irreversibile” è stato particolarmente apprezzato dall’Ola (Organizzazione lucana ambientalista), che ha espresso il proprio plauso ai comuni valdianesi e al presidente dell’ente Raffaele Accetta. “Mentre molti sindaci della Val d’Agri – dicono dall’ Ola – di fronte ai danni conclamati dal petrolio e al raddoppio delle estrazioni di idrocarburi ‘nicchiano’ e ‘abdicano’ a favore delle promesse ed interessi delle compagnie petrolifere, quelli del vicino Vallo di Diano si oppongono ‘allo scempio’ delle trivelle che il governo Renzi e quello del presidente della giunta regionale della Basilicata, Marcello Pittella, vogliono realizzare sulle montagne dell’Appennino Lucano, a ridosso del Vallo di Diano, nonostante le comunità non condividono queste scelte imposte dall’alto“.

– Chiara Di Miele – 


 

2 Commenti

  1. Il ricorso è stato fatto al TAR Basilicata? Se fosse accettato si innescherebbe un effetto “DOMINO” su TUTTI gli altri pozzi petroliferi. Il Decreto SBLOCCA ITALIA va in senso opposto. Risultato: si fa solo AMMUINA,purtroppo!

  2. Molto bene. Basta con questo scempio che non porta nulla ai cittadini e tutto all’ENI.

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