Il Codacons Vallo di Diano, attraverso un comunicato stampa a firma del responsabile della sede Roberto De Luca e del responsabile Settore Trasporti Rocco Panetta, interviene in merito alla chiusura della strada provinciale 72/a “Silla-Monte San Giacomo”, sottolineandone alcune criticità e avanzando una proposta in merito. “Il Comitato “Monte San Giacomo Libero” ci ha messo al corrente sulla situazione della SP 72 che da Silla porta a Monte San Giacomo – si legge nel comunicato – La Provincia di Salerno ha disposto la chiusura del tratto di propria competenza, che va da Silla al centro abitato di Monte San Giacomo, a causa della caduta di massi dal costone della brulla montagna prospiciente. Il Comitato ha segnalato da anni la caduta massi sulla strada provinciale. Il problema andava pertanto affrontato, anche se robuste reti di protezione erano state già poste lungo la costa a monte della strada“.

Adesso si teme che non saranno di breve durata i disagi dei cittadini di Monte San Giacomo, che in questi giorni sono costretti a percorrere un tratto più lungo e tortuoso, giungendo al paese attraverso la SP 121 che passa per Sassano – continuano a scrivere De Luca e Panetta – sarà in ogni caso opportuno usare la massima celerità possibile nei lavori che dovranno effettuarsi per ridare tranquillità a tutte quelle persone che quotidianamente, anche più volte al giorno, vanno e vengono da Monte San Giacomo“.

Dopo l’analisi della situazione in cui attualmente versa la 72/a giunge la proposta che il Codacons Vallo Di Diano porge alla Provincia e alla Comunità Montana Vallo di Diano. “Impiantando vegetazione autoctona – consigliano dal Codacons – si potrà fornire protezione ulteriore contro la caduta dei massi. Ci permettiamo anche di dare un ulteriore consiglio. Lo stato di degrado (forse irreversibile) in cui versano i tornanti e tutto il tratto della SP 121 (la strada alternativa che oggi si deve percorrere) ci permette di dire solo che è bene che i cittadini di Monte San Giacomo tornino molto presto a percorre la SP 72, abbandonando definitivamente quell’orrido percorso alternativo, fatto di straordinarie brutture sparse sul cammino e di curve pericolose“.

In questo momento ci preme dire che la sicurezza del cittadino riveste una priorità assoluta rispetto a tutto il resto – termina il comunicato – e che, insieme ai lavori della messa in sicurezza della strada, forse sarebbe bene pensare a quella curva pericolosa su cui tanto il Comitato “Monte San Giacomo Libero” sta insistendo. In seconda battuta, se proprio si volesse coltivare il senso estetico del paesaggio (per quello che è rimasto di bello) si potrebbe incominciare a curare le parti ai lati della strada come un giardino“.

– redazione – 


 

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