Nella “Sala A” del Consiglio regionale della Basilicata, a Potenza, è stato presentato il sistema di conferimento e commercializzazione dei cinghiali e della carne. Si tratta del primo sistema in Italia. Infatti, mentre nelle altre regioni viene utilizzato solo nel settore del telecontrollo, in Basilicata da oggi vale per l’attività venatoria, cioè parte direttamente dai cacciatori.

In pratica il nuovo sistema funziona così: una volta abbattuto il cinghiale, si può portare il capo in un centro di macellazione autorizzato (ce ne sono tre per ora). Successivamente, il capo viene tracciato, pesato, eviscerato e analizzato. Viene poi ritirato dall’azienda che si occuperà successivamente di portarlo nei centri autorizzati per la trasformazione e macellazione. Per i cacciatori viene riconosciuto anche un rimborso spese a capo.

Soddisfatto di questo importante progetto è l’assessore regionale all’agricoltura, Luca Braia. “Si tratta del primo passo fondamentale verso la formazione di una filiera della carne del cinghiale che diventi tutta lucana. Un passo importante con una nuova modalità operativa che permette al cacciatore di poter collocare il capo in una filiera, con diversi vantaggi – ha sottolineato Braia – si apre così una nuova frontiera, essendo anche i primi a testare questo sistema per l’attività venatoria. Tra l’altro è tutto in sicurezza ed è controllato fino alla vendita finale”.

Secondo quanto riferito da Braia, in questi giorni risultano già una cinquantina di capi di cinghiale avviati all’interno di questa filiera. L’obiettivo è sia quello di andare incontro alle esigenze dei cacciatori, ma anche quello di arrivare alla commercializzazione della carne attraverso la sicurezza alimentare.

– Claudio Buono –

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