Castellabate, comune del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha accolto nella Villa Matarazzo la X edizione del Premio Giornalistico “Orchidea d’argento”, conferito a Carolina Morace e Gianfranco Coppola, simboli indiscussi dello sport e del giornalismo sportivo.

È stato scelto questo luogo come simbolo di tutta la bellezza del Cilento, tra mare, sole e miti. Castellabate segna la fine del Golfo di Salerno, con Punta Licosa, un’isola caratterizzata dall’affascinante leggenda della sirena Leucosia, una delle tre sirene della baia di Salerno. Secondo la mitologia greca, queste creature erano state trasformate da Demetra in uccelli e con il loro canto ammaliavano i marinai i quali poi cadevano dalle navi morendo. Ulisse però trovò uno stratagemma e le sirene sentendosi sconfitte si gettarono nel mare. I loro corpi si sparpagliarono nel Cilento, Partenope arrivò a Napoli, Ligea a Terina, in Calabria, e Leucosia a Punta Licosa, dove ogni anno si tengono due “Concerti sull’acqua” a lei dedicati.

Questo borgo medievale è uno dei primi esempi di Parco marino in Italia, in quanto dal 2009 è stata istituita l’aria marina protetta di Santa Maria di Castellabate, l’area più popolosa, per la salvaguardia di molte specie animali e vegetali, come la posidonia. Chi si reca a Castellabate, non può non salire al Belvedere di San Costabile, patrono e committente del castello, ed ammirare un pezzo di Paradiso, una vista incantevole sulle spiagge del Pozzillo e di Santa Maria. In questo posto per l’aria pura e per il panorama mozzafiato, Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re del Regno di Napoli disse: “Qui non si muore!”, espressione impressa in una targa all’ingresso della città.

Il centro storico è un connubio di colori e di profumi provenienti dai vari bar e ristoranti, dove poter ammirare, oltre al Castello dell’Abate, che dà il nome all’intero borgo, anche la Chiesa di Santa Maria de Giulia, di stile romanico ma ormai interamente ristrutturata. Enigmatico ed affascinante è un dipinto raffigurante San Michele con la lancia che sconfigge il demonio, ma quest’ultimo non è rappresentato come tale, bensì con due ali e due code da sirena, come se riprendesse il mito delle sirene che avvolge tutto il Cilento. Verso il centro del borgo è situata la piazzetta del 10 ottobre 1123, data di fondazione del Castello, diventata celebre nel 2010 con il film “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero con Alessandro Siani e Claudio Bisio.

Sempre a Santa Maria di Castellabate, ci sono due antiche ville: la Villa Principe di Belmonte e la Villa Matarazzo, una villa immersa nel verde appartenente al nobile Francesco Matarazzo, diventato ricco dopo un soggiorno in Brasile. E proprio qui nel prossimo mese ci sarà l’inaugurazione di un acquario virtuale, una delle tante iniziative promosse e volute fortemente da Tommaso Pellegrino, Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Castellabate rappresenta il Sud in ogni sua sfumatura, mare, sole, ospitalità e un’ottima cucina, ma non è l’unico posto, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni presenta nella sua totalità delle meraviglie uniche al mondo, con ben quattro riconoscimenti UNESCO, e da ben 11 anni è il primo parco nazionale italiano a diventare geoparco. Tutta la bellezza di cui abbiamo bisogno è proprio qui, intorno a noi, nel nostro Parco ed è proprio vero che chi viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte.

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