Cinque funzionari e dipendenti dell’Eni del Centro oli di Viggiano – dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri – e l’ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, sono stati posti agli arresti domiciliari dai Carabinieri per la tutela dell’ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”.

I Carabinieri hanno eseguito anche un’ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata.

I provvedimenti cautelari – emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia – sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

Tra gli indagati dalla Procura di Potenza anche Gianluca Gemelli, compagno del Ministro delle Attività produttive, Federica Guidi. Su Gemelli si indaga per traffico di influenze illecite perché, come si legge nell’ordinanza, “sfruttando la relazione di convivenza che aveva col Ministro allo Sviluppo Economico indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total, le qualifiche necessarie per entrare nella bidder list delle società di ingegneria della multinazionale francese, e partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa“.

Agli atti una serie di conversazioni telefoniche tra la Guidi e Gemelli, interessato a far sbloccare il progetto di estrazione di petrolio denominato “Tempa Rossa”. Proprio dopo la bocciatura di un emendamento allo “Sblocca Italia” per realizzare quest’ultimo progetto, nel novembre 2014 il Ministro Guidi tranquillizza a telefono il compagno dicendogli:”Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se è d’accordo anche Mariaelena (il ministro Boschi, specificano gli investigatori) quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte“.

Dopo questa telefonata Gemelli telefonò al dirigente della Total Giuseppe Cobianchi per dargli la “buona notizia”:”Si ricorda che tempo fa c’è stato casino che avevano ritirato un emendamento? Pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al Senato… pare ci sia l’accordo con Boschi e compagni. È tutto sbloccato“.

Le indagini hanno poi lasciato appurare che l’emendamento era stato inserito nel maxiemendamento alla Legge di stabilità del 2015, modificato dal Senato il 20 dicembre, con cui si dava l’ok al Progetto Tempa Rossa.

– redazione – 

– Ultimo aggiornamento ore 18:10 –


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