Alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Daniela Nugnes, sabato 4 ottobre, alle ore 16.30, nella sede del Comune di Castel San Lorenzo si sottoscriverà pubblicamente l’atto costitutivo del comitato che darà vita alle diverse iniziative legate ai Distretti, tra il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Costiera Amalfitana e l’area dei Monti Picentini.

Più di 200 operatori economici, Consorzi d’imprese, Enti di ricerca, Università, Forum dei giovani e Pro loco, Gruppi d’Azione Locali, associazioni ed istituzioni pubbliche hanno aderito al Comitato Promotore per l’Istituzione di Distretti rurali, agroalimentari di Qualità e di Filiera per le Aree Interne e Protette della Provincia di Salerno. L’animazione territoriale che ha fatto sponda tra il Cilento e la Costiera Amalfitana, e in questi giorni anche nell’area dei Monti Picentini, è stata promossa dall’Ente per lo Sviluppo Sostenibile “ I Piccoli Campi srl” partendo dal comune cilentano ed estendendosi gradualmente a macchia d’olio.

“Alla data odierna sono circa duecento gli operatori economici che hanno manifestato interesse intorno a questa strategia di sviluppo “rigenerativa” ed ai Distretti – spiega Anna Pina Arcaro, responsabile del Comitato Promotore – che partendo dal PIF Il Coltivare Rigenerativo, già riconosciuto come filiera olivicola olearia ed aperta a nuove adesioni, sono in fase aggregativa anche altri gruppi di imprese per le seguenti distrettualità:la cerealicola-orticola, la vitivinicola, la castanicola, la limonicola, il fico bianco del Cilento, la nocciola tonda di Giffoni ed anche la zootecnica (latte e carni)”.

Intorno a questo progetto non ci sono solo aziende, ma anche chi sul territorio programma, studia e guarda al futuro, come i Forum dei Giovani, le Pro loco, l’Ente di formazione Formproget, la Scuola agraria di Pontecagnano con le sue succursali, il C.U.R.S.A (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente), la GeoBio Ricerche, la C.I.T.T.A.M. (Centro Interdipartimentale di Tecniche e Tecnologie in Area Mediterranea -Università Federico II di Napoli), il tutto in collaborazione con l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale ( Università degli Studi di Salerno), l’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana, il CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) di Roma, i Consorzi di Bonifica, come quello “Vallo di Diano Tanagro”, la Federazione Coldiretti di Salerno e la Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino. Tante le associazioni coinvolte come Italia Nostra sezione Campania, Legambiente Campania, Acarbio (Associazione Costiera amalfitana Riserva Biosfera), l’Associazione Cilento ReGeneratio Onlus, Cinema & Diritti (Festival Internazionale dei Diritti Umani), L’Eco dell’Anno , Archè.

I primi comuni ad aver già deliberato sono Aquara, Atena Lucana, Buonabitacolo, Campora, Casalbuono, Castel San Lorenzo, Controne, Corleto Monforte, Felitto, Laurino, Ottati, Magliano Vetere, Montesano sulla Marcellana, Monte San Giacomo, Padula, Piaggine, Polla, Ravello, Roccadaspide, Roscigno, Sacco, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, San Pietro al Tanagro, Sala Consilina, Sassano, Stio Cilento, Teggiano, e le Comunità Montane degli Alburni, Calore Salernitano e Vallo di Diano.

– redazione –


 

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