L’Istituto Comprensivo di Caselle in Pittari, almeno fino a due anni fa, è stato il punto di riferimento della scuola salernitana, per la sua capacità di progettare, di innovarsi e di intercettare al meglio le esigenze degli studenti e delle loro famiglie.

E’ a Caselle in Pittari che, sotto la guida del Dirigente scolastico Biagio Bruno, sono nati (almeno nel sud della provincia di Salerno), i primi laboratori, dove le Tecnologie Informatiche e comunicative sono state introdotte prima che nelle altre scuole, dove la qualità ha trovato albergo prima che altrove. Ed ora, dopo l’episodio dell’altro giorno, che ha visto la “sua” scuola balzare negativamente agli onori della cronaca per presunti abusi e maltrattamenti di due maestre nei confronti di alunni della scuola primaria, il primo a soffrirne è stato proprio il Dirigente scolastico, in servizio attualmente presso l’Istituto Comprensivo di Sapri, che per otto anni l’ha sapientemente diretta e portata a livelli di eccellenza, Biagio Bruno.

D. – Quali sensazioni albergano, in questi giorni, nel tuo animo?

R.- “Questa vicenda ha infangato una comunità intera. La comunità di Caselle in Pittari non meritava questo. Alla stessa comunità scolastica è stato arrecato un danno irreparabile. Non è bello finire sui giornali di tutta Italia per vicende così brutte”

preside biagio brunoD. – Come è potuto succedere?

R. – “Intanto c’è da considerare che chi ha immaginato un dimensionamento della rete scolastica in questo modo, sottraendo alla scuola di Caselle in Pittari la sua autonomia, ha fatto un errore madornale. Non si può concepire un dimensionamento di tal specie, accorpando scuole tanto distanti da loro, affidandole a dirigenti che, umanamente, fanno una fatica enorme per gestire appena l’ordinario, figuriamoci lo straordinario. Chi ha voluto questo dimensionamento non sa, evidentemente, che c’è una scuola, quella di Fortino, che dista dalla sede centrale di Caselle oltre 35 Chilometri. Accorpare questa scuola a realtà diverse e tanto lontane fra di loro, ha creato dei danni enormi e controllare e gestire al meglio ogni situazione particolare, costringendo colleghi a lavori assurdi e massacranti, è davvero difficile.”

D. -Negli ultimi due anni è cambiato molto, alla scuola di Caselle in Pittari.

R. – “Non per colpa dei colleghi, evidentemente. Pensa che l’anno scorso, per esempio, la scuola di Caselle in Pittari è stata data in reggenza ad una collega di Avellino. Quest’anno, invece, la scuola è stata accorpata a Santa Marina di Policastro e questo dimensionamento ha naturalmente creato degli sfilacciamenti che, alla fine, producono situazioni su cui, esercitare un controllo metodico, diretto, quotidiano, è davvero molto, molto difficile.”

D. – Non si doveva arrivare a questo, quindi.

R.– “Assolutamente no. Ma purtroppo, quando si è umanamente nella impossibilità di esercitare quel controllo metodico, attento, diretto, quotidiano al quale facevo prima riferimento, soprattutto in relazione a delle criticità più o meno palesi, può accadere che la situazione possa degenerare e provocare danni enormi, come quelli venuti alla luce in questi giorni. Mi dispiace davvero per quello che è accaduto perché, ripeto, la comunità di Caselle in Pittari non merita quest’onta”

– Rocco Colombo –


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