“L’oggetto dell’accertamento è l’individuazione di condotte che abbiano esorbitato e cioè che siano andate oltre l’esercizio del mezzo di correzione, riconosciuto e confidato in capo alle insegnanti. E’ questo il reato che io credo di avere acquisito leggendo l’ordinanza di custodia; è questo il reato più proprio rispetto al fatto così come emergente”.

Sono queste, in sintesi le parole, rilasciate ai nostri microfoni, da Francesco Maldonato, il legale di Rosa Fiscina, una delle due insegnanti accusate di abusi sui propri alunni.


 ASCOLTA L’INTERVISTA ALL’AVVOCATO FRANCESCO MALDONATO


Le indagini che hanno portato all’arresto di Rina Lovisi di 54 anni e al divieto di insegnare per due mesi per Rosa Fiscina, di 58 anni, le due insegnanti dell’Istituto Comprensivo Statale di Caselle in Pittari, accusate di presunti maltrattamenti sugli alunni della scuola elementare di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sono partite in seguito alla denuncia sporta ai carabinieri da parte di 3 mamme. Nel caso specifico, la denuncia è stata fatta contro l’insegnante finita agli arresti domiciliari. Le indagini sono state coordinate dal Procuratore di Lagonegro, Vittorio Russo e dal pm Anna Grillo. I provvedimenti emessi dal gip di Lagonegro, invece, sono stati eseguiti dai militari della Compagnia carabinieri di Sapri, guidati dal capitano Emanuele Tamorri e dai militari della Stazione di Sanza.

Il provvedimento è arrivato dopo una complessa indagine avviata nell’aprile scorso dai carabinieri della Stazione di Sanza che, dopo aver acquisito le prime informazioni, hanno guadagnato la fiducia dei genitori di alcuni alunni che hanno denunciato quanto accadeva in classe. Col supporto tecnico della Compagnia di Sapri, sono state avviate intercettazioni audio-video all’interno delle classi che hanno consentito di documentare numerosi episodi di violenza perpetrati dalle due donne contro i minori. I genitori hanno raccontato ai militari dell’Arma dei comportamenti violenti subiti (schiaffi, pizzichi, strattonamenti, tirate di capelli ecc..), nonché  lo stato di terrore dei rispettivi figli, generato dalle insegnanti che minacciavano i piccoli ammonendoli di non dire nulla a casa.

Dopo qualche tempo una delle 3 mamme è tornata nuovamente dai carabinieri dopo che il figlio, che frequentava la I elementare, era tornato a casa da scuola piangendo e con evidenti lividi sul collo. Il genitore ha raccontato ai militari quello che a sua volta le aveva detto il figlioletto e cioè che era stato punito per il suo comportamento durante l’ora di azione motoria e lo aveva afferrato per il collo e riportato in classe dove gli aveva dato alcuni schiaffi e gli aveva detto: “Hai visto che le botte ti hanno fanno calmare”. Il racconto del bambino era stato poi confermato anche da un altro bambino, che a sua volta ha raccontato di essere stato più volte percosso dall’insegnante. Per  Rosa Fiscina, invece, l’altra insegnante sospesa dall’insegnamento per due mesi, ad agevolare il lavoro degli inquirenti è stata la denuncia di un’altra mamma che ha raccontato che il figlio era stato isolato, picchiato e strattonato per i capelli e più volte anche insultato e offeso.  

Giovanna Quagliano


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