– Lettera alla redazione – del prof. Rocco Cimino

E’ ormai certo che la metà della popolazione italiana non legge. Siamo, infatti, agli ultimi posti in Europa, riguardo alla lettura e all’acquisto dei libri, secondo i dati dell’OCSE. Eppure i vantaggi derivanti dalla lettura sono molteplici.

Leggere rafforza la capacità di riflessione e di comunicazione, amplia il bagaglio linguistico, consolida i rapporti con gli altri ma consente anche uno speciale dialogo interiore. La lettura, inoltre alimenta la fantasia e l’immaginazione, aiuta la memoria e la creatività. Secondo studi fatti essa stimola la mente e la stimolazione mentale può rallentare o addirittura impedire lo sviluppo dell’Alzheimer e della demenza senile, poichè il cervello è sempre impegnato; riduce sensibilmente lo stress, accumulato sul luogo di lavoro, nei rapporti personali o nei molteplici problemi affrontati quotidianamente. Tutte le ansie scivolano via quando si è immersi in una grande storia o in una lettura accattivante; amplia le conoscenze, quando leggiamo, apprendiamo nuove informazioni, che possono essere utili nella vita; contribuisce ad arricchire il patrimonio linguistico. Più si legge e più parole s’apprendono. Se il nostro lessico è articolato e ben forbito può essere di grande aiuto nella professione e anche nella carriera; potenzia la memoria: quando si legge un libro bisogna ricordare personaggi luoghi, situazioni, storie.

C’è molto da ricordare, ma il cervello è uno strumento meraviglioso e se esercitato a dovere può ritenere ogni cosa con facilità; promuove anche l’empatia, perchè chi legge sa calarsi nei panni degli altri e stabilire relazioni di amicizia; migliora l’attenzione e la concentrazione, nella nostra realtà in cui domina l’informatizzazione e la tecnologia, la nostra mente ricade su una varietà di direzioni.

Nell’arco di pochi minuti, una persona può essere impegnata in mille cose: studio, chat, controllo della posta e del cellulare….Questo modus vivendi provoca livelli assurdi di stress e ovviamente abbassa il livello di produttività. Invece, quando siamo immersi nella lettura di un libro avvincente tutta la nostra attenzione è focalizzata sulla storia e l’ansia scivola via. Molti uomini illustri amavano leggere.

Napoleone ad esempio leggeva molto e annotava le proprie letture su un diario. Si dice, benchè impegnato nelle campagne d’Egitto e di Spagna portasse con sè ogni genere di libri. La lettura era la sua forza e gli dava la carica per andare avanti. Stendhal appena sveglio leggeva almeno un centinaio di pagine. Per entrambi la lettura era un combustibile per la mente e per l’anima. Chi legge, inoltre, sviluppa autonomia di pensiero e capacità critica e difficilmente sarà una persona manipolabile e stupida. E oggi c’è un gran bisogno di persone libere che si ribellino all’omologazione e alle menzogne dei potenti. Pertanto cari giovani ricordatevi che i buoni libri sono meravigliosi come un insegnante divertente, un confidente fidato e un padre premuroso.

Concludo affidando alla vostra intelligenza il pensiero di Feuerbach sul valore dei libri: “Quanto più s’allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe il cerchio degli uomini.”

– Prof. Rocco Cimino –


 

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