19 Agosto 2022

11 thoughts on ““Dov’è il carattere del Vallo di Diano”? L’articolo “crudo ed amaro” di Alessandra, 25enne di Buonabitacolo

  1. Un po snob appare Alessandra Bossone e forse si è lasciata prendere la mano nello scrivere, magari non ha espresso al meglio quello che voleva. Ma gli spunti sono interessanti, chi ci prova a fare “altro” ha poco riscontro. ..ci piace la festa della birra ed il panino con la salsiccia. Quasi tutto il resto è noia, banalità e scontate zia. Io ci ho provato alla fine, probabilmente vigliaccamente, ho mollato l’osso. Se la curiosità non si accende, la speranza è poca. .

  2. Pochi immigrati…? Ma tu stai fuori…
    Restatene a roma…ascolta me…
    La ragazza di campagna …parte
    …si laurea….poi pensa di poter insegnare qualcosa….!!! Ma fammi u piacere!!!!!
    Immigrati. …tanti problemi …e tu parli di immigrati. .

  3. Cara Alessandra nelle altre nazioni europee i ragazzi frequentano piu istituti tecnici e professionali cosi trovano subito lavoro con questo sistema vanno avanti Germania è Svizera noi queste scuole per una fatta di anni le avevamo abbandonate quindi non meravigliarti quando torni dalla tua bella città la gente non vive solo di cultura ma con il lavoro.

  4. Fai pure le tue esperienze “fuori” mai torna per dare il tuo contributo ed arricchire il nostro bellisssimo territorio.

  5. Cara Alessandra,
    Tu parli e critichi il vallo perché al momento hai 25 anni e vedi solo i lati positivi della città, che a tuo avviso le danno un carattere. Aspetto la tua opinione tra 20 anni. Poi, è semplice criticare se non si vive più in un posto ma ci si ritorna sporadicamente e mancano quei ‘servizi’ che invece sono a portata di mano nella grande città. Ma quale sarebbe la tua proposta costruttiva? Parli perché probabilmente non sai bene quello che gli abitanti fanno e costruiscono con tanta fatica. Ovviamente non è semplice visto che mancano le risorse economiche, ma proprio e soprattutto per questo è da apprezzare il lavoro di tanti giovani che decidono di restare nel vallo e non si ‘perdono’ come spesso capita nelle grandi città. E questo secondo me è ‘carattere’

  6. Cara ragazza,
    La libertà di opinione é sacrosanta e un sano spirito critico non può far bene alle piccole realtà come le nostre. Permettimi, però, di fare delle considerazioni sulle tue parole. Questo territorio sicuramente è carente rispetto alle potenzialità che potrebbe esprimere, ma in questo territorio vive gente che ha scelto di restare, ha deciso di investire, ha creato come ha potuto. Non è banale il sacrificio della gente che qui lavora,. Banale diviene quella retorica comune adottata comodamente di chi aspetta che qualcun altro faccia! Banale é un giudizio gratuito che non si accompagna ad una soluzione alternativa.Cara ragazza, non andare via per la seconda volta. Resta e contribuisci con la creatività di cui parli a rendere questo territorio meno banale. Noi aspettiamo un tuo contributo!!
    In bocca al lupo!

  7. Cosa può essere cambiato nell’arco della durata di un corso di studi? E dov’è la CULTURA nel resto dell’Italia?
    Da almeno 40 anni stiamo assistendo a un crollo verticale dell’espressività umana in senso lato.
    Consideriamo che dopo Montale non abbiamo più avuto veri poeti. E quali intellettuali a livello di Pasolini? Sono nascosti in qualche città (visto che nel Vallo non ce ne sono)?
    Forse un cinema o un circolo culturale possono essere considerati elementi di crescita solo per il fatto che esistono in un territorio? Il Vallo non è un’eccezione. E questo, purtroppo, è solo un dato di fatto.

  8. Per migliorare e cambiare is Sud, le persone di cultura dovrebbero coinvolgersi e viverlo… non abbandonarlo e aspettare miracoli!

  9. Cara Alessandra molti lati negativi che evidenzi del Vallo di Diano sono veri. Però è facile criticare e scegliere di non tornare, tanto poi su chi rimane grava il compito di migliorare la realtà. Io ho 51 e sono rimasto a vivere dove sono nato, a Sala Consilina, non so se purtroppo o per fortuna. Si dà il caso che nel lontano 1993 ho trovato lavoro a Potenza, quindi vicino, e perciò vivo praticamente a Sala. Io, come credo anche tu, detesto stare davanti a un bar a parlare di calcio, ho sempre rifiutato di fare politica nei luoghi deputati (comune, provincia ecc.) perchè il livello di molti che la fanno non è proprio edificante, mi sono formato seguendo coordinate culturali diverse dai codici del paese. Di politica in senso lato mi sono sempre occupato, a partire dal centro sociale spazio aperto nel 1980-82, a radio Talpa, al Pd nei primi anni 2000, all’impegno contro l’inquinamento ambientale col processo Chernobyl ed altro. Indubbiamente se ci si forma fuori o comunque seguendo schemi meno provinciali, si finisce per vivere male in realtà come le nostre. Mi piace citare una frase di un sociologo pugliese che rende bene il senso di disadattamento che si prova vivendo nel Vallo, “scompenso di fruizione esperenziale”, ovvero uno scarto tra ciò che desideriamo e ciò che il territorio offre. Ti dico però che, nonostante tutto, forse con un pò di masochismo, continuo a vivere nel Vallo. Anni fa a Sala c’era la libreria Mocambo di Maria Carusone che ha costituito un punto di riferimento per molti di noi, ci sono i ragazzi di San Rocco che fanno teatro da 20 anni, il bravissimo Enzo D’Arco fondatore ed animatore della Cantina delle Arti, il gruppo Positivo che ha portato elementi di dinamismo nella realtà salese. Per non parlare del bravo Elia Rinaldi che, come sai, ora è sindaco di Buonabitacolo, Poi io e altre amiche/i organizziamo un cineforum al cinema Adriano che è andato molto bene lo scorso inverno. Come vedi qualcosa si può fare anche qui. E’ facile parlare male del Vallo standosene a Roma, a Bologna, a Napoli o addirittura a New York o a Berlino.

  10. Bisognerebbe, però, avere pure il coraggio di tornare nelle nostre terre e provare a dare il proprio deciso contributo alla necessaria emancipazione culturale. Analizzare e criticare non è poi così difficile, lo è di più impegnarsi a costruire.

  11. centrato il problema esattamente come la penso io che vivendo fuori si riesce a vedere meglio dentro

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