Una galleria di lingue e culture diverse si incontrano alla VXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, nel sito Unesco di Paestum. Un evento che cresce di anno in anno sia in termini numerici che qualitativi, abbracciando un numero sempre maggiore di espositori e rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali. Per comprendere i retroscena che caratterizzano l’iniziativa abbiamo incontrato il Direttore della Borsa, Ugo Picarelli.

D. – Alla XVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico una panoramica dei grandi cambiamenti che avete fatto nel corso del tempo per mantenere viva l’attenzione

R. – “Ogni anno puntiamo su contenuti che si rinnovano e soprattutto su nuovi espositori, inoltre quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di inserire l’evento in una straordinaria location messa a disposizione dalla città di Capaccio Paestum. Grazie al sindaco Italo Voza e alla sua amministrazione abbiamo a disposizione delle strutture geodetiche trasparenti che rispettano il sito Unesco all’interno del quale è ospitata la Borsa”

D. – Alla conferenza di presentazione ha parlato di numeri e presenze dall’estero che crescono

R. – “Quest’anno contiamo sulla presenza di circa 25 paesi esteri, nonostante la crisi mondiale abbiamo espositori provenienti dal Bahrain, Tunisia,Bolivia, Uzbekistan, Macedonia, Venezuela. Avere qui a Paestum una rappresentazione di tutti i continenti ci riempe di enorme piacere. La borsa è un unico appuntamento al mondo condiviso non solo dalle organizzazione governative delle nazioni unite del turismo, ma anche dagli addetti ai lavori, dagli archeologici e dagli operatori turistici”

D. – Il paese ospite officiale di questa edizione è l’Azerbaigian. Le ragioni che sono dietro a questa scelta

Borsa turismo parco 03R. – “Ogni anno dedichiamo un’edizione ad un paese ospite e costruiamo l’immagine coordinata intorno a questa scelta, quest’anno abbiamo voluto l’Azerbaigian e la “fotografia” individuata per rappresentare la nazione è il sito rupestre di Gobustan, inserito nella lista Unesco dal 2008. Facciamo questa cosa per dare continuità alla borsa attraverso un’attenzione costante a tutti i continenti”

D. – Dove immagina la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico tra 10 anni?

R. – “Auguriamoci innanzitutto di continuare nel segno di questa edizione, preferiamo ragionare di anno in anno perché vogliamo avere i piedi per terra. Terminata la XVII edizione inizieremo a pensare a quella del prossimo anno, viviamo in una realtà territoriale non facile e occorre coniugare di volta in volta varie esigenze. Di sicuro è un lavoro fatto di relazioni e posso confermare che puntiamo ad allargarle di volta in volta”.

– Tania Tamburro – 


 

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