È iniziata con un minuto di raccoglimento per le numerose vittime del Coronavirus la manifestazione organizzata questa mattina dall’Associazione Culturale Elaia – Premio Internazionale Nassiriya per la Pace presso il Santuario della Santissima Annunziata a Licusati, frazione di Camerota. Un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto solidale “Aiutaci per aiutare” e avviata in sinergia con l’Unione Nazionale Mutilati per Servizio per la consegna di alcuni sanificatori alle Forze dell’ordine, alle Autorità civili e alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania in un periodo di massima emergenza.

La cerimonia organizzata questa mattina – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Vincenzo Rubanoè molto sobria. Abbiamo un anfiteatro con poche persone e questo ci rattrista malto ma è proprio da questo straordinario luogo che vogliamo dire grazie alle persone che si sono contraddistinte in tanti ambiti, in questo periodo d’emergenza. Un grazie, dunque, a tutti coloro che hanno messo a repentaglio la loro vita per aiutare gli altri. In questi mesi abbiamo donato mille pacchi alimentari a chi ne aveva bisogno e per questo ringrazio tutte le persone che ci sono state vicino“.

Un plauso alle numerose iniziative realizzate dall’Associazione Elaia è arrivato anche dal sindaco di Camerota Mario Salvatore Scarpitta. “Elaia è una delle meravigliose associazioni presente sul territorio – ha affermato il primo cittadino -. In questo periodo portiamo dentro tante cicatrici ma anche momenti di riflessione e tanti spunti che ci hanno fatto riflettere e sentire uniti sotto un’unica bandiera. Soprattutto voglio ringraziare i giovani che nei momenti difficili hanno fatto capire di che pasta sono fatti“.

Presente alla cerimonia anche il Procuratore del Tribunale di Vallo della Lucania Antonio Ricci che ha espresso tutto il suo sostegno verso coloro che si sono adoperati per la salvaguardia della salute dei cittadini in questo periodo d’emergenza sottolineando anche la necessità di non abbassare ancora la guardia nonostante la fase più critica sia passata.

– Maria Emilia Cobucci –

 

 

 

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