arbitro calcio partita sospesa
immagine di repertorio

Una pagina decisamente poco edificante per il calcio dilettantistico del Vallo di Diano è stata scritta ieri a Padula nel match di seconda categoria tra la squadra locale e lo Sporting Sala Consilina.

Un derby classico nel panorama del mondo pedatorio del comprensorio che è finito nel modo peggiore con la sospensione della gara. Una sfida che per oltre settanta minuti era rimasta tranquilla con lo Sporting Sala in vantaggio di una rete. La decisione, poi, del giovane direttore di gara Di Girolamo, della sezione di Sapri, di assegnare un rigore al Certosa di Padula, ha fatto andare su tutte le furie la panchina del team salese.

Le proteste hanno avuto come effetto prima le espulsioni per il tecnico Tonti e per il dirigente Melillo, alle quali hanno fatto seguito  quelle di Cardinale per proteste e, sempre rimanendo in attesa che venisse calciato il rigore, il direttore di gara ha trovato il tempo di estrarre un altro cartellino rosso nei confronti del portiere salese Garafolo. Da questo momento le proteste vibrate, ma sempre nei limiti e solo verbali, si sono accentuate tanto che sul terreno di gioco sono entrate anche le forze dell’ordine, presenti nell’impianto padulese, per cercare di riportare la calma. In questo trambusto, con il pallone fermo sul dischetto,  l’arbitro Di Girolamo ha pensato (in modo precipitoso) di lasciare il campo senza effettuare il triplice fischio (errore tecnico grave) e di guadagnare, ancora con gli abiti da gara indosso, la sua vettura senza passare dagli spogliatoi per  allontanarsi scortato dalle forze dell’ordine.

Che dire di questa brutta pagina del calcio valdianese? Di certo le responsabilità dei calciatori non vanno giustificate ma anche il giovane arbitro saprese ci ha messo del suo, commettendo due errori fatali. Il primo è sicuramente clamoroso, perchè una volta constatata l’impossibilità di far calciare il rigore al Padula, avrebbe dovuto invitare dapprima il capitano dello Sporting Sala a far procedere alla sua esecuzione e in mancanza di una risposta positiva avrebbe dovuto interpellare il vice capitano, e solo dopo una seconda risposta negativa anche di quest’ultimo, avrebbe potuto decretare la fine della gara mandando tutti negli spogliatoi con il classico triplice fischio. Tutto questo non sarebbe avvenuto e di conseguenza esisterebbero tutti i presupposti dell’ “errore tecnico” che spianerebbe la strada ad una possibile ripetizione della gara.

In attesa dei provvedimenti che gli organi preposti di giustizia sportiva adotteranno, resta il fatto che l’immagine del calcio territoriale ne è uscita davvero con le ossa rotte.

– Gerardo Lobosco –


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