Continua la “guerra” tra una parte delle comunità di Salvitelle e Caggiano e Don Alessandro Brignone e Padre Ivan Francisco Miranda Zamarriego, rispettivamente parroco e viceparroco dei due piccoli centri del Tanagro. Al centro della polemica ci sono gli atteggiamenti legati alle attività pastorali dei due sacerdoti. Nei giorni scorsi sulla vicenda è stato scritto un altro capitolo.

L’associazione “San Sebastiano Martire” ha distribuito una lettera aperta indirizzata a Mons. Moretti, vescovo della diocesi di Salerno – Campagna – Acerno per chiedere un suo intervento affinchè i due sacerdoti cambino atteggiamento. A Dicembre, Don Alessandro Brignone durante la celebrazione della Santa Messa, nella sua omelia domenicale aveva inveito contro chi, invece di andare a Messa, aveva preferito andare a raccogliere le olive; Padre Ivan, invece, qualche giorno fa ha tentato di cacciare una parrocchiana dalla chiesa durante la celebrazione della Santa Messa ma al rifiuto della donna si è spogliato dei paramenti sacri ed è uscito dalla chiesa lasciando la celebrazione a “metà”. Dopo circa un quarto d’ora, poi, è stato convinto a rientrare per terminare la funzione.

“Le Comunità di Caggiano  e Salvitelle – si legge nella lettera – per lungo tempo hanno avuto come parroci due grandi  ed illustri  sacerdoti  come Mons. Domenico  Di Stasio ed il reverendo parroco Don  Vittorio Lamattina. Erano sacerdoti illuminati  e sostenuti da tutti perché vicini alle famiglie ed ai giovani,  sempre impegnati in iniziative  pastorali  e sociali”. Si fa riferimento agli ultimi episodi finiti agli onori della cronaca: “Essendo questa la disposizione di Mons. Moretti – continua la lettera aperta – ci siamo adeguati nel rispetto del Magistero della Chiesa, ma non possiamo, tuttavia adeguarci e subire le angherie  di questi nuovi parroci che a Caggiano mandano in Chiesa maledizioni, e a Salvitelle invitano  e mettono fuori dalla  Chiesa  i fedeli. Quanto accaduto non fa onore ai Parroci, che più  degli altri  e prima degli altri  sono chiamati  a dare esempio e testimoniare azioni di fede, tolleranza, amore, rispetto e fratellanza”. In paese c’è, però, chi pensa che l’attacco ai due parroci possa essere anche frutto di una strumentalizzazione politica messa in atto da parte di una o più persone per poter ottenere consenso in vista delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco che si terranno a Salvitelle nella primavera di quest’anno.

– Erminio Cioffi –


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