caggiano pasticcio 01Ieri sera, nelle sale del Castello Normanno del Guiscardo di Caggiano, è stato presentato il disciplinare De.C.O. che regola la produzione del “pasticcio caggianese”.

A moderare i lavori è stata la giornalista Lucia Giallorenzo che, nella sua presentazione, ha esaltato la forte tradizione culinaria caggianese dominata dal pasticcio.  Il sindaco Giovanni Caggiano ha esposto l’impegno dell’amministrazione comunale nel voler far emergere questo prodotto unico della cucina tradizionale locale, dopo il successo riscontrato dal pane a lievitazione naturale. Il primo cittadino ha proposto l’idea si creare un logo affinchè il consumatore possa conoscere identità, qualità e tracciabilità del pasticcio. Per diffondere la cultura del Pasticcio, Maria Vittoria Maradei ha invitato tutte le imprese locali di ristorazione, interessate a promuovere la cucina tipica, a leggere il regolamento in modo da rispettare tutte le prescrizioni nella fase di preparazione. Gerardo Cafaro, presidente della ProLoco Caggiano ha portato le menti al passato, rammentando che la tradizione della cucina caggianese inizia con i Greci e i Romani, ma si caratterizza nel ‘700 grazie ai signorotti locali che, spostandosi a Napoli, portavano con loro il cuoco affinché potesse imparare le sfumature della cucina spagnola per poi rientrare in paese e adattarle agli alimenti presenti in loco. Inoltre, ha svelato l’identità caggiano pasticcio 02dell’inventore della ricetta odierna del pasticcio: Francesco Pucciarelli il quale ha tramandato la ricetta alla figlia Giuseppina, conosciuta in paese come Ze Coca che può essere definita la fondatrice della scuola delle cuoche caggianesi. Il pasticcio era il piatto dei ricchi, poi nel tempo si è affacciato anche sulle tavole dei contadini ma in un’unica occasione speciale: il matrimonio, dove veniva servito a metà pranzo insieme al sedano fritto.

A raccogliere le ricette della tradizione culinaria caggianese è stata la prof.ssa Filomena Cafaro e lo ha fatto attraverso la pubblicazione di un libro. Il prof. Giuseppe Casale, presidente vicario della Federazione Italiana Cuochi e docente presso l’Istituto Alberghiero di Potenza, ha toccato l’aspetto prettamente “tecnico” della preparazione del pasticcio, “un prodotto difficile da fare, ma unico nel suo sapore avvolgente”. La serata si è conclusa con l’invito la degustazione del pasticcio, offerta dai ristoratori di Caggiano, accompagnata da un bicchiere di vino bianco della cantina comunale.

– Rosanna Raimondo – ondanews –

 

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