Due buste con proiettili sono state inviate al vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino. Le due buste, una inviata lunedì scorso e l’altra ieri, sono state bloccate dagli scanner del Centro di smistamento di Poste italiane, che li ha rilevati, e consegnate alla Polizia che ha avvertito l’esponente del M5S.

La prima, intestata al “ministro Valeria Ciarambino, Palazzo Santa Lucia“, conteneva due proiettili ed era priva di messaggio. La seconda, contenente un proiettile, recava un breve messaggio con l’invito a “stare zitta.

La Ciarambino ha riferito alla Digos di non aver mai ricevuto in precedenza minacce o messaggi intimidatori. La Prefettura sta valutando l’assegnazione di una scorta.

Nel frattempo giungono i messaggi di solidarietà dal mondo politico. “Esprimo vicinanza e solidarietà a Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania. Condanniamo con forza le minacce e le intimidazioni ricevute, che non hanno nulla a che vedere con la dialettica politica. Teniamo alta l’attenzione e non arretriamo di un millimetro nel contrasto alla criminalità e ad ogni forma di violenza” dichiara l’onorevole del Pd, Piero De Luca.

Sono sinceramente vicino, con solidarietà e stima, a Valeria Ciarambino per l’odioso gesto di cui è stata oggetto. Non saranno certo questo tipo di intimidazioni che potranno fermare l’impegno e la passione politica di una donna con tanto temperamento. Una condanna – dichiara l’assessore alla Legalità, Sicurezza e Immigrazione, Mario Morconea comportamenti che offendono Napoli e la Campania e il loro sforzo per una rinascita civile“.

Esprimo piena solidarietà e vicinanza alla collega Valeria Ciarambino, a nome di tutto il gruppo consiliare di Italia Viva, per il vile atto intimidatorio di cui è stata oggetto. Conoscendo la tenacia e la passione politica di Valeria sono certo che non si lascerà scalfire dal vile episodio. Le intimidazioni rafforzano le persone libere e perbene”. Così in una nota Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale.

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