Il monumento realizzato in memoria di Massimo Casalnuovo e collocato in via San Donato dall’amministrazione comunale è stato posto sotto sequestro.

Ieri mattina, infatti, i carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro dell’opera (ndr. realizzata dall’artista teggianese Arturo Iannello) La questione potrebbe avere degli strascichi giudiziari in merito a possibili violazioni della normativa vigente nel settore dell’edilizia pubblica e dell’urbanistica.

La vicenda legata al monumento intitolato al giovane deceduto il 21 agosto del 2011 nei pressi di un posto di blocco dei Carabinieri dopo essere caduto a bordo del suo motorino, è particolarmente intricata. Tutto è iniziato subito dopo la collocazione dello stesso, avvenuta ad agosto del 2105. Alla base del monumento era stata apposta una targa con incisa la fraseIn memoria di Massimo Casalnuovo giovane ventiduenne vittima di un’ingiustizia“. Parole che avevano scatenato la reazione dell’avvocato Renivaldo Lagreca difensore del maresciallo ritenuto responsabile della morte del ragazzo.

Il militare è assolto in primo grado perchè il fatto non sussiste, condannato in appello ed ora in attesa di presentare ricorso in Cassazione. Per il legale l’iniziativa del Comune era stata inopportuna ed  inquietante con una l’evidente violazione della legge 1188 del 1927 che vieta la dedicazione di monumenti in luoghi pubblici a persone prima del decennio dalla scomparsa”. Il legale aveva definito “offensivo il riferimento testuale contro l’amministrazione della Giustizia che non ancora ha concluso il suo corso”.

Ad Ottobre il monumento era stato rimosso ed il sindaco Elia Rinaldi aveva dichiarato che ciò era stato fatto per creare una base in cemento, invece in una delibera di giunta del 9 settembre 2015 veniva spiegato che con una ordinanza “il Responsabile dell’Area Tecnica, rilevando l’assenza di provvedimenti autorizzativi per l’opera, ne disponeva l’immediata rimozione”. A fine Ottobre intanto il monumento è stato ricollocato in via San Donato ed ieri è stato posto sotto sequestro.

– Erminio Cioffi –


 

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