Aria di burrasca nell’Amministrazione Comunale di Buonabitacolo, guidata dal primo cittadino Elia Rinaldi.

Con una lettera protocollata e inviata al Sindaco, al Consiglio Comunale, al Segretario comunale e alla cittadinanza, le consigliere di maggioranza Domenica Guerra, Lucia D’Alessio e Anna Antonella Trotta ufficializzano la nascita del gruppo indipendente di maggioranza “Uniti per Buonabitacolo”.

L’obiettivo del neonato gruppo consiliare è quello di “continuare a realizzare e rispettare comunque le linee guida del programma elettorale“. Ma, chiaramente, alla base di questa “separazione in casa” ci sono specifiche motivazioni che le tre quote rosa spiegano in maniera dettagliata nella lettera pubblica. Non essere state interpellate in alcune scelte pare sia stato lo sprone che ha condotto alla genesi di “Uniti per Buonabitacolo”. Le consigliere chiariscono che “non era loro intenzione imporre personali idee, ma semplicemente apportare un proprio contributo, chiedendo prima di tutto di essere informate delle decisioni assunte a nome dell’intera amministrazione“.

Le tre continuano sottolineando che, “avendo personalmente percepito e vissuto il disagio che i cittadini di Buonabitacolo hanno mostrato, si sono trovate spesso in difficoltà nel dare spiegazioni chiare ed esaustive. Ma questo limite è derivato dal fatto che, le decisioni prese, oltre a non essere condivise all’interno dell’amministrazione stessa, non erano neanche portate a conoscenza delle sottoscritte. Questo non per mancanza di impegno, ma perchè fuori da determinate dinamiche“.

Alle consigliere Guerra, D’Alessio e Trotta, inoltre, non sono stati affidati incarichi politici istituzionali o deleghe. Situazione lamentata nel lungo scritto indirizzato anche a Rinaldi.

La maggiore delusione che ha portato alla conclusione di creare un gruppo indipendente – scrivono – è stata senza dubbio il mancato raggiungimento del tanto atteso cambiamento politico. Quest’ultimo era uno dei punti di forza della nostra determinazione iniziale. Dovevamo essere coloro che avrebbero dovuto dare unità al Paese, ma si è finiti per dividerlo ancora di più“.

Le tre consigliere comunali, inoltre, precisano alla cittadinanza che non hanno presentato le dimissioni dalla carica “nel rispetto dei 411 elettori che hanno con il voto manifestato la loro fiducia in questo progetto“. Per questo continueranno “a dar voce a tutti quei cittadini che amareggiati espongono la loro delusione“.

Prima di avviarsi alla conclusione la lettera prosegue con una speranza nutrita dalle ormai “indipendenti” amministratrici buonabitacolesi, quella di “intraprendere un nuovo cammino, che si basi sul dialogo e sulla trasparenza; qualità queste che avevano fatto nascere e contraddistinto la lista elettorale”, ma anche con un’autocritica. “Molto di più si poteva fare” e, consapevolmente, si impegnano ad “essere ancora più trasparenti nel loro operato futuro “, preparandosi a “voltare pagina e ricominciare“.

Un invito finale “a riflettere su quanto esposto per il bene comune” diviene così emblema di una turbolenza all’interno di quella che, agli albori, sembrava essere un’Amministrazione unita, anche perchè nata da una competizione elettorale in cui, sostanzialmente, era stata unica protagonista.

– Chiara Di Miele – 


 

7 Commenti

  1. Resisteranno alle false promesse del sindaco le Donne prestate alla politica o si accontenteranno di un piccolo incarico…cosi pace fu….vediamo se sono piu coraggiose di tanti maschietti…dubito

  2. Ma non risulta che il sindaco sia stato nei cinque stelle. Piuttosto pensate a chi è del Pd e ha fatto votare a destra nelle scorse elezioni regionali. E poi, amico rosicatore del commento di prima, meglio se buttano via te che sei abusivo!

  3. Vergogna sindaco ……… Dimettiti

  4. Scommettiamo che un assessorato risolverà tutto?

  5. Tre quote rosa alla riscossa, mai successo nei nostri paesi ,contro un sindaco un po’ troppo galletto, poco coerente apparentemente grillino, votava sel, adesso col carrozzone pd….viva le donne.

  6. hanno fatto bene

  7. bene,un sindaco che nasce cinquestelle e poi passa al pd,buttatelo fuori

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