A volte un ostacolo, all’apparenza insormontabile, come una disabilità, può invece diventare un stimolo fortissimo a spingersi oltre le proprie possibilità ed affrontare esperienze che non ci saremmo mai immaginati.

Questa mattina, nella Giornata Internazionale delle persone con disabilità, la giovane di Sala Consilina Benedetta De Luca ha raccontato la sua esperienza, i traguardi raggiunti e i suoi successi su Rai 1 nel programma “Unomattina“. Benedetta, laureata in Giurisprudenza, ex modella e influencer, ha cercato di mandare un messaggio a tutto il mondo dimostrando che anche una donna in carrozzina può essere bella e femminile.

Non esistono limiti – afferma -, ogni donna deve amarsi, con tutte le proprie caratteristiche fisiche. Attraverso i miei canali social cerco di far capire che la disabilità non deve assolutamente essere un limite, è un messaggio importante in questa giornata. Odio i soprusi e le ingiustizie quindi il mondo del diritto mi ha sempre affascinato e interessato, in particolar modo ho cercato di studiare i diritti delle persone con disabilità, proprio per abbattere qualsiasi tipo di ingiustizia“.

La storia di Benedetta può rappresentare un esempio di come nonostante la vita ti metta difronte a mille difficoltà ci si può non abbattere, anzi si possono trovare motivazioni forti che fanno inseguire i sogni più ardui.

Le difficoltà ci sono – sottolinea Benedetta -, ma io ci sono nata quindi per me non esiste un’altra Benedetta, non mi vedrei una ballerina di danza classica né qualcos’altro. La disabilità mi pesa quando ci sono barriere architettoniche e, per essere ormai nel 2020, ce ne sono ancora troppe. Molte sono mentali e c’è poco senso civico. Basterebbe che ognuno di noi facesse la propria parte: non parcheggiare in un posto riservato ai disabili, oppure davanti ad una passerella per le carrozzine. Piccole accortezze che renderebbero il mondo più inclusivo, basterebbe veramente poco per garantire una pari dignità sociale per tutti“.

Io non mi sento diversa dagli altri – continua Benedetta -, cerco di non esserlo. Sono proprio gli altri che spesso mi fanno sentire diversa. Crescendo ho cercato di amarmi, di accettarmi e ho capito che così facendo anche gli altri avrebbero visto altro in me, non solo la mia disabilità“.

– Paola Federico –

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