Anche la Pino Pinto Band ieri a Roma ha preso parte a “Bauli in Piazza“, il flashmob organizzato dai lavoratori dello spettacolo per chiedere aiuto al Governo dopo essere stati messi letteralmente in ginocchio dalla pandemia da Coronavirus. In rappresentanza del team guidato dal Maestro Pino Pinto hanno manifestato in Piazza del Popolo i due giovanissimi figli, Gaetano ed Erika.

Insieme a loro migliaia di lavoratori del settore spettacolo supportati dai maggiori nomi della musica italiana, tra cui Renato Zero, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Max Gazzè, Alessandra Amoroso, Manuel Agnelli, Diodato, Daniele Silvestri e Brunori Sas. Oltre 1000 bauli utilizzati per riporre gli strumenti musicali accanto agli operatori del settore vestiti di nero e con il volto coperto da una maschera di plastica per chiedere al Presidente Draghi “Ora ci vedi?” e lanciare un urlo di protesta per le conseguenze negative dovute al fermo di oltre un anno e agli scarsi o assenti ristori per non aver lavorato.

Il suono che abbiamo sentito in piazza è quello delle mani dei lavoratori del comparto che battono sui bauli vuoti – raccontano Gaetano ed Erika -. Sono vuoti da circa 13 mesi. Ogni volta che abbiamo sentito battere quelle mani ci è sembrato di ascoltare anche il battito dei cuori di chiunque era in piazza. Abbiamo provato vicinanza, perchè siamo nella stessa situazione. Oltre alla negazione di poter lavorare, è una perdita di dignità e di entusiasmo. Nel mondo dello spettacolo non ci sono soltanto concerti e grandi artisti, ma anche persone alle spalle che fanno sì che tutto si possa realizzare, quei professionisti come cantanti, musicisti, ballerini, tecnici, assistenti di produzione, fonici che sono ormai privati della possibilità di lavorare. Quello che viene dimenticato è che questi lavoratori sono persone, che dopo anni di lavoro si ritrovano ferme a casa, con mutui alle spalle e famiglie da sostenere“.

Gaetano ed Erika sono scesi in piazza a Roma per rappresentare simbolicamente l’intera famiglia della Pino Pinto Band:”Abbiamo voluto farci portavoce dell’attività che nostro padre porta avanti in prima linea da 30 anni e che noi cerchiamo di continuare e di tutti gli operatori dello spettacolo e dell’intrattenimento del nostro territorio. Speriamo che questo nostro grido di protesta possa migliorare la situazione che oggi viviamo, perchè la cultura non deve e non può più passare in secondo piano. Quindi, nel pieno rispetto delle regole, anche i lavoratori dello spettacolo devono ricominciare a lavorare!“.

– Chiara Di Miele –

 

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