Anna-MisciaIn una nota diffusa da Federcasse (Federazione Italiana Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) si legge che nell’ultima riunione del Comitato Esecutivo dell’organo nazionale delle BCC e Casse Rurali è stata affrontata la questione concernente le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da un banchiere italiano ad un giornale veneto sul movimento del credito cooperativo.

A tal proposito, il Comitato Esecutivo di Federcasse, guidato dal Presidente di Federcasse Alessandro Azzi, ha diramato un comunicato nel quale pone alcune domande agli italiani, cercando di invitare a riflettere sulla malcelata tendenza a semplificare e schiacciare ogni diversità bancaria ed evidenziando che c’è spazio sia per le forme di impresa che tendono alla massimizzazione del profitto sia per quelle che hanno per obiettivo la massimizzazione della mutualità.

Il Comitato Esecutivo di Federcasse ha ricordato il peso e il volume che centinaia di BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen hanno in Italia, dove rappresentano la terza realtà bancaria con oltre 4.400 sportelli e 1 milione e 200 mila soci. In particolare, gli impieghi erogati dalle BCC italiane rappresentano il 22,5% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 18% dei crediti all’agricoltura, l’8,7% alle famiglie, il 17,7% alle piccole imprese il 13% del totale dei crediti alle Istituzioni senza scopo di lucro (terzo settore). Le BCC da ormai dieci anni, proprio grazie alla rete, si sono date – le sole in Italia – anche un Fondo per garantire gli obbligazionisti entro il limite massimo di 100 mila euro, garanzia aggiuntiva a quella prevista per i depositi. Infine, si legge nel comunicato di Federcasse, all’Assemblea Abi anche il Governatore Ignazio Visco ha voluto significativamente ribadire che la Banca d’Italia “riconosce il valore del modello cooperativo”.

Deciso il commento del Presidente del CdA della Banca Monte Pruno Anna Miscia: “Abbiamo voluto condividere la comunicazione di Federcasse con i nostri soci, clienti, dipendenti e collaboratori al fine di tutelare l’immagine di un sistema che nel tempo si è dimostrato, con i fatti, vicino alle esigenze del territorio di competenza. Le Banche di Credito Cooperativo hanno garantito risposte concrete alla crisi, rendendola meno intensa e schierandosi al fianco delle famiglie e delle piccole e medie imprese. È un modello di business unico e privo di speculazione privata – ha concluso – che fonda le sue radici sul legame indissolubile con le persone, con la grande particolarità di raccogliere ed investire risorse nel medesimo territorio. E’ davvero difficile poter immaginare come potesse essere lo stato dell’economia di un territorio senza la presenza delle BCC”.

– redazione –


 

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