Si spaccia per il figlio del sindaco di Teggiano Rocco Cimino e dopo avergli raccontato la sua esperienza da “Libro Cuore”, gli sfila 200 euro con la promessa di restituirglieli entro pochissimi giorni.

Vittima del raggiro è stato un professionista di San Pietro al Tanagro il quale, all’uscita del bar ubicato nel Piazzale delle Banche di Atena Lucana, è stato avvicinato da un giovane, ben vestito, dall’apparente età di 25/30 anni, spacciandosi per il figlio del sindaco di Teggiano.

“Lei non si ricorderà di me – ha detto il giovane – mi chiamo Giuseppe e sono il figlio di un suo vecchio amico. Mio padre la ricorda sempre con grande affetto ed io, da quand’ero piccolo, mi ricordo sempre di lei”. Effettivamente tra il professionista ed il sindaco di Teggiano corre ottimo sangue da molti lustri e la chiacchierata ha assunto carattere molto particolare allorquando il giovane ha riferito di lavorare a Milano, nel campo della moda e che si sarebbe sposato fra 15 giorni. E per dare sostanza al suo ragionamento, il falso figlio del sindaco di Teggiano gli ha donato una giacca, “confezionata nell’atelier dove lavoro”.

Al momento del congedo, prima di infilarsi nella sua Polo di colore bianco, il giovane ha chiesto un favore. “Sono costretto a salire a Milano con un’auto da noleggioha dettoPotrebbe prestarmi un po’ di soldi per pagare il noleggio che provvederei a restituirglieli sabato prossimo, appena scendo da Milano? L’unica cortesia che le chiedo è di non dire niente a mio padre, perché un po’ mi vergogno”. Intenerito dal racconto, il professionista ha estratto il portafogli ed ha messo nelle mani del giovane quattro banconote da 50 euro. Dopo averlo abbracciato si è messo alla guida della Polo bianca dirigendosi verso la vicina autostrada.

Quando il professionista ha chiamato il dottor Cimino dicendogli che aveva conosciuto il figlio, ha capito di essere stato raggirato alla grande. “Ma mio figlio non si chiama Giuseppe – gli ha risposto il sindaco – non lavora a Milano e non si deve sposare fra 15 giorni”. “Sono stato un ingenuo – ha detto il professionista – ma quando mi è stato fatto il nome di Rocco Cimino, un amico mio da oltre 30 anni, una persona che ho stimato e che stimo e al quale voglio un gran bene, non ci ho pensato su due volte a dare una mano al proprio figlio. Spero solo, ora, che la mia testimonianza impedisca ad altri di essere raggirati come è successo a me.”

– redazione –


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3 Commenti

  1. proprio così. si scambia la conoscenza con l’amicizia

  2. Amico da oltre 30 anni e non sa nemmeno come si chiama il figlio?! Mi sa che qualcuno non conosce la definizione della parola amico!

  3. Che c*******

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