L’Amministrazione Comunale di Atena Lucana ha affidato l’incarico legale per l’annullamento del permesso di costruire n.30/2014 del 12 settembre scorso, con cui il Comune di Marsiconuovo ha autorizzato l’approntamento della postazione sonda denominata “Pergola 1” e l’adeguamento dell’attraversamento del vallone Guagliariello finalizzati alla realizzazione di un pozzo petrolifero esplorativo.

Tante le motivazioni che hanno condotto la Giunta atinate a scegliere di tutelare gli interessi del territorio in via giudiziaria. Tra queste la posizione del pozzo “Pergola 1”  in prossimità dell’Area Natura 2000 SIC Monti della Maddalena ricadente nella perimetrazione amministrativa della Regione Campania, la presenza nelle vicinanze di sorgenti utilizzate per l’approvvigionamento idrico e ubicate nei comuni di Atena Lucana, Sala Consilina, Padula e Montesano sulla Marcellana, il divieto imposto dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni della presenza di pozzi petroliferi nella propria perimetrazione, la comunicazione tra il bacino idrografico di Marsico Nuovo e quello del Vallo di Diano, che insieme confluiscono nell’area del fiume Sele e dei suoi affluenti, oltre ai pareri negativi all’intervento dei Comuni di Sala Consilina, Roccadaspide ed Eboli e quello dello stesso Comune di Atena Lucana. Ad influire sulla decisione anche la sismicità della zona interessata dall’intervento e la scarsa conoscenza riguardo alle conseguenze di eventuali perdite del pozzo esplorativo.

Il Comune di Atena Lucana ha ritenuto, quindi, “di dover tutelare gli interessi del territorio e porre in essere ogni azione utile a contrastare la realizzazione di interventi non compatibili con le strategie di sviluppo tracciate nei documenti pianificatori e programmatici predisposti a livello generale e a livello locale – si legge nella delibera – preservati grazie alle tradizionali e secolari attività agro-silvo-pastorali, alla ricchezza della biodiversità e alla forte integrazione dei territori rurali con la matrice ambientale“. Si è così deliberato di ricorrere al supporto dell’avvocato Alessandro Carrazza del Foro di Sala Consilina per verificare la correttezza del procedimento che ha autorizzato il pozzo “Pergola 1” e  far valere in via extragiudiziaria egiudiziaria i profili di illegittimità che sono stati evidenziati.

– Chiara Di Miele – 


 

Un commento

  1. PIERINO MANFREDINI says:

    un iniziativa molto motivata per valori per chi tiene ai propi teritori ,deve fare ogni qual volta la politica sporca cerca di distruggere dei territori veramente belli , tutto per il profitto smisurato a scapito dei foturi cittadini ,

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