Grande partecipazione di pubblico ieri, ad Atena Lucana, in occasione dell’incontro organizzato dal gruppo “dianoinpiena” e dedicato all’inchiesta Chernobyl che vede interessati, per quanto riguarda il salernitano, i Comuni di Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo, Capaccio e Montecorvino Rovella. Mentre il Comune di Teggiano ha ribadito la propria estraneità in termini di competenza territoriale.

L’evento ha visto partecipi, tra gli altri, l’avv. Enrico Marchetti del Codacons e l’avv. Vera Sticco di Legambiente. “E’ importante che dianoinpiena abbia organizzato quest’incontro – ha sottolineato Marchetti – per mantenere viva l’attenzione sull’inchiesta. E’ fondamentale – ha aggiunto – che tutti i Comuni, non solo quelli direttamente interessati dagli sversamenti, si costituiscano parte civile al processo che si sta celebrando a Salerno. Perché più si è, meglio è”.

“In occasione della prossima udienza bisogna essere uniti e compattiha dichiarato, invece, la Sticco – I Comuni interessati hanno il diritto di rivalersi per il danno diretto o indiretto che hanno subito e per  la pubblicità negativa che hanno avuto. Per  quanto riguarda la prescrizione, il fatto che ci sia tra i presunti reati quello di disastro ambientale, dovrebbe allungare i tempi. Rimbocchiamoci le maniche”.

Ha avuto inizio, poi, la serie di interventi “inaugurata” dall’assessore del Comune di Teggiano, Daniele Manzolillo: “Teggiano non è direttamente coinvolto, in quanto l’area indicata è un’isola appartenente al Comune di Sant’Arsenio – ha precisato – Cambia poco idealmente, ma molto sotto l’aspetto dell’immagine e delle competenze. Va puntualizzato che l’Arpac ha effettuato le relative analisi, classificando lo scaricato come rifiuto speciale non pericoloso. Il Comune di Teggiano – ha aggiunto –  è disponibile a costituirsi parte civile, anche se ritengo che la costituzione della Comunità Montana, in rappresentanza di tutti i Comuni, sia più che sufficiente”. Al riguardo il presidente dell’ente montano, Raffaele Accetta, ha sottolineato che, in collaborazione con l’Università di Salerno, è in atto un monitoraggio del territorio. Il Vallo di Diano è unito su queste tematiche – ha precisato Accetta – Si sta discutendo molto di Città Vallo – ha aggiunto – e la sua creazione sarebbe opportuna non nell’ottica della difesa del territorio, ma dello sviluppo dello stesso”. “Nei nostri terreni non sono stati sversati rifiuti tossici – ha detto, poi,  Nicola Pica, primo cittadino di Sant’Arsenio – Lo ha detto l’ARPAC attraverso le analisi effettuate. Forse i rifiuti pericolosi sono stati abbandonati in altri comuni ma non in quelli del Vallo”. atena lucana dianoinpiena

A prendere la parola è stato anche un imprenditore agricolo di Montercovino Rovella: “Prendo atto delle rassicurazioni di sindaci ed amministratori e a questo punto temo che i rifiuti siano stati sversati solo nel mio comune – ha sottolineato ironicamente – Al di là dell’operazione Chernobyl, nei nostri territori sono stati interrati dei fusti, diversi anni fa e ritengo che anche le aziende agricole debbano potersi costituire parte civile al processo”.

“Ci tengo a precisare – ha dichiarato in conclusione Francesco Manzolillo di dianoinpiena – che questo incontro non rappresenta un processo agli amministratori. L’obiettivo è solo di fare la massima pressione affinchè si scopra la verità e si definisca cosa effettivamente è stato sversato”.

L’udienza preliminare del processo Chernobyl, rinviata lo scorso 5 dicembre, si terrà il prossimo 30 gennaio presso la Corte di Appello di Salerno.

– Cono D’Elia – ondanews –

 

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