
Un controllo congiunto della Polizia Municipale e dei Carabinieri della Stazione di Ascea ha portato alla luce diverse incongruenze sia ambientali che architettoniche in una struttura che ospita migranti.
Il centro di accoglienza per stranieri è situato a ridosso dell’area archeologica e si tratta di una vecchia struttura alberghiera, parzialmente abusiva.
Inoltre, è stato rilevato che il numero degli occupanti nelle stanze è in più casi superiore al limite consentito.
La trasgressione più grave riguarda la mancata autorizzazione unica ambientale, documento indispensabile per svolgere l’attività.
I militari hanno poi focalizzato l’attenzione sulle condotte di acque reflue. E’ emerso che queste venivano convogliate in un impianto di depurazione fermo da anni, non funzionante, quindi i reflui andavano a finire in un canale che confluiva nel fiume e poi nel mare. L’impianto è stato sottoposto a sequestro.
Già in passato alla foce del fiume la carica batterica risultava molto alta. Questa operazione ha consentito di appurare una delle cause di tale circostanza.


