Scampia, per tutti noi, è sinonimo di camorra, degrado, abbandono totale ed irreversibile, di una zona in cui lo Stato ha perso e continua a perdere la sua lotta contro la criminalità organizzata. Eppure Scampia ha in sè vita, colori, positività, bambini e ragazzi che credono che una svolta sia possibile. “Arma il tuo riscatto”: questo il titolo del progetto di riqualificazione della stazione di Piscinola – Scampia sulla linea 1 della metropolitana di Napoli del giovane architetto di Padula Mariano Marmo. 

“L’idea nasce dalla constatazione dello stato di degrado della stazione, dovuto all’abbandono del cantiere che avrebbe dovuto completare il progetto di questo importante nodo di interscambio e si basa su pochi semplici principi: la partecipazione attiva della cittadinanza, la fruizione ludica dell’intervento e il basso costo di messa in opera – spiega l’architetto Marmo – L’intervento si basa su una particolare tecnica nota come anamorfosi, che consiste in una proiezione geometrica su un piano fortemente inclinato rispetto all’osservatore. Quando questo si trova nel punto da cui la proiezione è stata effettuata, riuscirà a riconoscere l’immagine che altrimenti sarà resa irriconoscibile dal forte scorcio prospettico”. Chi guarda, quindi, non passa più frettolosamente, perché direttamente coinvolto all’interno dell’opera in cui è egli stesso il soggetto.

Il giovane architetto si è completamente immerso nella realtà di Scampia, restandone fortemente colpito: “Lavorare a Piscinola mi ha sicuramente insegnato molto, soprattutto dal punto di vista umano. Realizzare il progetto in un contesto così difficile insieme a chi quel contesto lo vive mi ha portato a scoprire un territorio vivo ed in fermento, pieno di potenzialità, spesso molto lontano da come è conosciuto nell’immaginario collettivo”. Oltre all’architetto Marmo e ai docenti della Federico II Alessandra Pagliano e Angelo Triggianese, il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’ EAV – Ente Autonomo Volturno, con l’Istituto Comprensivo San Gaetano e la Cooperativa sociale “L’Impronta – Obiettivo Uomo”, patrocinato dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli.

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– Filomena Chiappardo –

foto Giovanni Marotta


 

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