La Strategia nazionale per le aree interne, nata nel 2014 allo scopo di scongiurare lo spopolamento che affligge i piccoli comuni rurali italiani, è ancora lontana dal produrre gli effetti sperati. E’ quanto sostenuto dalla deputata Anna Bilotti e dal presidente della Commissione regionale aree interne Michele Cammarano. Da un lato c’è la difficoltà di spendere fondi già disponibili nell’ambito degli accordi quadro già sottoscritti, dall’altro la necessità di ampliare la platea delle aree da coinvolgere per consentire a tutti i territori periferici di avere le medesime opportunità.

Questi sono stati i temi al centro di un incontro tenutosi tra il Ministro per il Sud Mara Carfagna e una rappresentativa di parlamentari tra cui la deputata Bilotti.

Come membro dell’intergruppo parlamentare per le aree interne ho voluto sottoporre al Ministro alcune problematiche legate allo stato di attuazione della strategia nazionale alla luce dei dati di avanzamento della spesa pubblicati dallo stesso Ministero per la coesione territoriale. A più di 6 anni dall’implementazione della strategia risultano spesi solo il 6% dei fondi stanziati e parliamo di centinaia di milioni di euro destinati ai cittadini delle aree interne per sanità, istruzione, trasporti e turismo. Sono cittadini che vivono una quotidiana deprivazione di diritti determinata dall’emarginazione territoriale. Da questo punto di vista accolgo con favore sia l’apertura del ministro al riconoscimento di nuove aree sia la semplificazione delle procedure” afferma Bilotti.

La Regione Campania al momento vede riconosciute 4 aree interne, l’Alta Irpinia (26 milioni di euro) e il Vallo di Diano (17 milioni di euro), il Tammaro-Titerno e il Cilento Interno con accordi ancora da sottoscrivere. Se da un lato queste comunità hanno avuto la forza di unirsi per diventare attrattori di risorse, soffrono la farraginosità delle procedure e la lentezza nella realizzazione dei progetti con il reale rischio di mettere in pericolo i fondi stanziati che se non spesi dovranno essere restituiti all’Unione Europea.

Siamo lieti dell’attenzione che il ministro sta ponendo alle nostre aree interne – continua Michele Cammarano – anche alla luce della recente misura sulle infrastrutture viarie periferiche. Le rassicurazioni ricevute sul riconoscimento di nuove aree in accordo con le Regioni ci trovano pronti come Commissione regionale sulle aree interne a dare ogni genere di contributo affinché territori come quelli del Matese e dell’Alto e Medio Sele ricevano la giusta attenzione. Se è vero che il PNRR contiene specifiche misure per i nostri comuni periferici è indispensabile non lasciare nessuno indietro. Sarebbe l’ennesima occasione persa per rilanciare una fetta di Paese che rischia di scomparire“.

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