arcigay salerno“Stia sereno il sindaco Palmieri. Anche se volesse, non potrebbe celebrare un matrimonio civile tra persone dello stesso sesso”. È questo l’incipit della nota stampa a firma di Ottavia Voza, presidente di Arcigay Salerno, diffusa dopo le dichiarazioni del primo cittadino di Roscigno, manifestatosi su Facebook disponibile a celebrare “Matrimoni Civili tradizionali, e non contro natura”.

La risposta dell’associazione LGBT salernitana assume toni pacati, quelli di chi non vuole imporre la propria ragione sul pensiero altrui ma esplicare le istanze e le rivendicazioni portate avanti da tempo sulla scorta delle numerose richieste dell’Europarlamento a legiferare in materia.

“L’Italia, assieme alla Grecia e all’Albania, è l’unico paese europeo – specifica la Voza – a non riconoscere ancora alcun tipo di diritto alle persone dello stesso sesso che condividono tutto della propria vita, sulla base di un legame affettivo”.

Nelle ultime settimane, i sindaci di alcune delle maggiori città italiane, come Milano, Roma, Napoli e Bologna, hanno deciso di trascrivere nei registri di stato civile i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Una scelta che ha riacceso il dibattito politico sull’argomento, dividendo l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, tra cui il sindaco Pino Palmieri.

OttaviaVoza“Questo atto naturalmente ha una mera efficacia dichiarativa e certificativa – sottolineano da Arcigay Salerno – e semplicemente riconosce l’esistenza di un atto ufficiale celebrato all’estero. Probabilmente alla polemica suscitata da questi eventi si riferiva il sindaco di Roscigno quando ha espresso la propria opinione sui matrimoni same sex. Lo rassicuriamo ancora una volta, continuiamo a rimanere esclusi dall’Europa civile: le trascrizioni operate da quei sindaci sono un atto di profonda civiltà giuridica, ma non estendono in Italia la validità di quei matrimoni contratti all’estero”.

Voza riprende poi le dichiarazioni rilasciate da Palmieri sulla ‘famiglia tradizionale’ e spiega: “La Cassazione ha chiarito che, in base al disposto dell’art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Carta di Nizza) e dell’art. 12 della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU), come interpretato dalla Corte europea dei diritti umani, nella nozione di matrimonio rientra anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso”.

“Ciascuno è libero di avere le proprie convinzioni etiche e religiose – assicura – ed è liberissimo di esprimerle, purchè siano espresse senza istigare all’odio ed allo stigma”.

– Gianpaolo D’Elia –


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