Lettera aperta del professor Rocco Cimino

Assistiamo alla scomparsa di una generazione di anziani che mi lascia sgomento e rattristato quasi nell’indifferenza della stragrande maggioranza delle persone. Molte sono le persone anziane che in questi ultimi tempi ci hanno lasciato anche a causa di questa terribile pandemia e se ne sono andate senza far rumore, in silenzio come hanno vissuto la loro vita fatta di lavoro, di sacrifici, di rinunce, di privazioni, di sudore, di lacrime, di fame. Una generazione di uomini e donne che ha visto in faccia l’orrore della guerra, sopportando la paura, la miseria e le mutilazioni.

Una generazione dalle mani indurite dai calli, dai visi segnati da rughe profonde, testimonianze di giornate trascorse sotto il sole cocente d’agosto o sotto il freddo pungente dei mesi invernali a lavorare i campi. Mani che hanno scavato o trasportato pietre o lavorato in luoghi malsani o nel buio delle miniere. E con la loro dipartita se ne va anche l’esperienza, la fratellanza, la tolleranza, il rispetto, la dignità, il senso dell’onore, il coraggio, il carattere fiero, la pazienza pregi ormai dimenticati. Se ne vanno senza far rumore, in silenzio, senza un abbraccio, un bacio, una carezza, senza che nessuno stringa loro la mano o possa dir loro una parola di conforto o dir loro grazie per il patrimonio di affetti che ci hanno tramandato. E allora io proprio a loro a nome di tutti voglio dire grazie.

Grazie di vero cuore per i valori che ci avete insegnato: l’onestà, la fedeltà alla parola data, l’amore per la patria, la famiglia, la cultura, il senso del dovere, il coraggio di lottare nonostante le difficoltà e le avversità della vita, l’umiltà e non la supponenza. Un patrimonio di valori e di affetti che custodiremo gelosamente e che ci sarà di conforto nei momenti difficili della nostra effimera esistenza. Ci mancherete molto e vi chiediamo perdono per non aver compreso e fatto tesoro dei vostri insegnamenti troppo presi dal nostro egoismo o dalla nostra arroganza, di non avervi ascoltato o imitato abbastanza considerandovi, a volte, noiosi, antiquati, demodè come si dice oggi. Invece gli arretrati siamo noi che abbiamo anteposto l’effimero, il successo, l’immagine, la ricchezza, il lusso, il divertimento sfrenato ai valori veri della vita. Grazie di cuore per tutto quello che ci avete tramandato non solamente a parole ma soprattutto con l’esempio, affinchè potessimo diventare dei veri uomini. Che il Signore possa accogliervi nella gloria dei Santi per il bene che su questa terra avete seminato.

– Rocco Cimino –

Un commento

  1. Tenente Kojak says:

    Bellissima lettera con parole sacrosante.Un abbraccio forte a tutti i nostri nonni e non.

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