
Si è tenuto questa mattina nel Complesso Monumentale della Santissima Pietà, a Teggiano, l’incontro dal tema “Ambiente e prevenzione. Una responsabilità condivisa tra giovani e istituzioni”, promosso dall’Associazione “Oltre”.
Ad aprire i lavori con i saluti la presidente Annamaria Curcio, che ha ringraziato la folta presenza di istituzioni del territorio e di giovani, il sindaco di Teggiano Michele Di Candia, che ha ribadito l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni in un’iniziativa che mette al centro l’ambiente, e il presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Vittorio Esposito, il quale ha ricordato che fondamentale è l’integrazione tra mondo del lavoro, sanità e politica.
Ricco di spunti di riflessione e un caldo invito ad impegnarsi per garantire un futuro migliore è stato l’intervento del presidente della Fondazione Monte Pruno Michele Albanese: “La tutela dell’ambiente e la cultura della prevenzione richiedono un approccio condiviso. Non esiste più una distinzione tra chi decide e chi subisce e i giovani rappresentano un ponte tra presente e futuro e proprio loro stanno vivendo una fase storica ricca di incertezze”.
La Fondazione Monte Pruno, infatti, da sempre si impegna con attività formative e di cultura sociale per creare legame tra giovani e territorio. “Non si può chiedere ai giovani di restare se non li si inserisce in un contesto che gli permetta di crescere – ha continuato Albanese -. I giovani, lo sappiamo tutti, oggi vivono una condizione di fragilità non solo economica ma anche esistenziale. Spesso il nostro territorio non offre loro le opportunità che si allineano alle loro competenze e con questo credo sia fondamentale sottolineare che non sono i giovani a lasciare il territorio, ma è il territorio a lasciar andare i giovani. La ‘restanza’ deve diventare una scelta consapevole. Il legame profondo con il tema di oggi, ovvero l’ambiente, crea un valore che dobbiamo saper cogliere per poter crescere. Ciò può avvenire ad esempio attraverso la cultura della prevenzione e della crescita, a partire dall’educazione scolastica. Il futuro dei nostri territori passa inevitabilmente dai giovani: se un giovane è costretto ad andare via per realizzare i propri sogni abbiamo fallito, se invece resta abbiamo vinto. Allora è una nostra responsabilità rendere per loro credibile il nostro territorio”.
Tra la platea presenti, tra gli altri, oltre agli alunni del “Pomponio Leto”, il vicepresidente della Comunità Montana Vallo di Diano Antonio Pagliarulo, le amministratrici comunali di Teggiano Luciana D’Elia e Lisa Babino, l’imprenditore Giuseppe Curcio delle Autolinee Curcio, il vicepresidente della Banca Monte Pruno Antonio Ciniello, il parroco don Vincenzo Federico e il consigliere provinciale Elio Guadagno.

Successivamente la parola è passata alla responsabile dei reparti di Oncologia negli ospedali di Polla e Sapri, la dottoressa Annarita Roscigno che ha parlato di stile di vita come futuro della salute oncoematologica. “Oggi il 90% delle neoplasie – ha spiegato – hanno a che fare con l’ambiente. 1 tumore su 3 potrebbe essere evitato con un approccio sulla salute ambientale e animale. Noi possiamo intervenire con gli stili di vita, evitando innanzitutto fumo, alcol e cibi spazzatura e dando importanza al muscolo come organo che favorisce il sistema immunitario. Dobbiamo inoltre iniziare presto a partecipare ai programmi di screening”.
E di prevenzione ha parlato anche il dottore Tommaso Pellegrino, che ha sottolineato: “Dobbiamo capire, in particolare per le patologie tumorali, che c’è una componente genetica ma anche una ambientale. Dobbiamo assolutamente capire che se abbiamo un ambiente sano, abbiamo una protezione maggiore per noi e per i nostri figli”. Si è poi battuto per una tematica che gli sta particolarmente a cuore, ovvero l’aggiornamento del registro dei tumori: “Con il Covid avevamo una lista aggiornata quotidianamente mentre con i tumori abbiamo i dati fermi a qualche anno fa. In tempo reale dobbiamo sapere il numero dell’incidenza tumorale e dove è concentrata: dobbiamo sapere se ci sono delle condizioni di allarme per poter concentrare lì l’azione politica. Se non facciamo questo continueremo a lanciare l’allarme di un’area tumorale senza avere precise indicazioni. Se non vogliamo fare del male ai nostri territori dobbiamo poter programmare attraverso i numeri. Dobbiamo poi considerare anche il tema della globalizzazione: chi oggi mangia davvero i prodotti a km zero? Sulle nostre tavole arrivano i prodotti delle grandi catene commerciali. Sale e zucchero sono le prime due cause di morte. Dobbiamo abituare i nostri figli a mangiare con poco sale ed evitare la componente drammatica dello zucchero. La prevenzione primaria è quindi legata ai nostri stili di vita”.
Beniamino Curcio, presidente del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro, si è soffermato sull’impegno di ogni singolo elemento della comunità, ponendo l’attenzione anche sull’importanza di saper fare in autonomia, ma con consapevolezza, i piccoli gesti quotidiano che costruiscono un futuro salutare.
Il dottore Luigi Montano ha parlato del progetto EcoFood Fertility, una rete fatta da ginecologi e andrologi e una vasta équipe di medici che permette di effettuare studi volti ad evitare l’insorgenza di tumori. Particolarmente interessante è stata la dimostrazione sugli studi che hanno mostrato l’incidenza della contaminazione ambientale sulla salute dell’uomo, della conseguente correlazione all’infertilità e al cambiamento della genetica maschile. Sulla scia di Montano, il dottore Antonio Marfella ha esaminato i numeri dell’incidenza dell’inquinamento sull’insorgenza delle neoplasie. Si è battuto vivamente per far cogliere al pubblico quanto drammatica sia la tematica della tutela ambientale, sottolineando che “le aree interne sono la nostra salvezza. Avete enormi possibilità ma correte enormi rischi”. Appellandosi all’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, ha esortato a svolgere un lavoro di tutela: “Chi governa deve capire oggi che l’ambiente è importante. Questo territorio è stato colpito in passato. L’aria è importante così come l’epidemiologia, ovvero l’acqua: quando piove, il rifiuto tossico, dove va? Non resta nel terreno”.
In merito all’aggiornamento registro tumori l’assessore Pecoraro ha affermato che Asl Salerno sta procedendo con velocità per fornire i propri dati e altri distretti si stanno impegnando. Sulla base di questi elementi e del tipo di inquinamento che si crea in un determinato tipo di territorio si potrà quindi ampliare lo spettro degli screening.







