Sull’Alta Velocità nel nostro territorio si è acceso un dibattito che sta creando divisioni, contrapposizioni, odi e contrasti, continuando quella guerra tra poveri che in passato ci ha fatto perdere numerose opportunità“. Così il consigliere regionale Tommaso Pellegrino in seguito alle numerose polemiche che in questi giorni stanno nascendo dopo la presentazione di un progetto preliminare presentato da RFI sulla tratta dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria che dovrebbe attraversare anche il Vallo di Diano. Al momento nel piano non è prevista una stazione nel comprensorio valdianese e, inoltre, in Consiglio provinciale è stata votata a maggioranza una mozione che appoggia la fattibilità di una linea che invece attraverserebbe il territorio cilentano, la Ogliastro-Sapri.

In questi giorni non sono intervenuto per evitare di contribuire io stesso ad alimentare tali contrapposizioni e strumentalizzazioni, ma ritengo giusto e doveroso manifestare la mia posizione che ovviamente intendo portare avanti nelle sedi opportune – spiega -. Giustamente riparlare di mobilità su ferro nel nostro territorio dopo più di 30 anni da quando è stata chiusa la Sicignano Lagonegro ha riacceso entusiasmo e soprattutto speranza in molti cittadini. L’Alta Velocità rappresenta certamente per noi una straordinaria opportunità, ma se dobbiamo assistere da spettatori passivi al passaggio della stessa, senza alcuna fermata, per noi sarebbe non solo una beffa ma addirittura un danno, in quanto ci accolleremmo solo i disagi di un servizio che non porterebbe alcun vantaggio per le nostre comunità. Avere l’Alta Velocità con una fermata nel Vallo di Diano rappresenterebbe una svolta importante per il futuro dei nostri figli; darebbe una prospettiva vera e concreta di crescita e di ritorno ad avere una centralità che da anni abbiamo perso; darebbe una prospettiva per tanti imprenditori per investimenti sul territorio; si creerebbero anche concrete possibilità occupazionali per i nostri giovani; ci sarebbero le condizioni per consentire a tanti di vivere con la propria famiglia nella terra dove hanno fatto sacrifici i propri nonni e i propri genitori“.

Pellegrino sostiene inoltre che anche per la politica dei nostri territori il passaggio dell’Alta Velocità e una stazione rappresenterebbero l’occasione “per rialzare la testa e fare uno scatto d’orgoglio“.

È evidente – prosegue – che qualora venga confermata tale progettualità da parte di RFI, il mio impegno con convinzione e determinazione andrà in questa direzione. Qualora RFI dovesse fare ulteriori proposte che riguardano il nostro territorio sarò pronto a confrontarmi con la stessa determinazione e lo stesso equilibrio. Le strumentalizzazioni irrazionali, invece, ci farebbero perdere l’occasione di pianificare opere di un certo valore, particolarmente utili a creare condizioni di crescita. Dobbiamo lavorare per trovare la maggiore condivisione possibile per ottenere investimenti concreti e utili per tutta l’area del Parco. Non possiamo perdere questa occasione per chiedere attenzione e investimenti anche sulla mobilità su ferro dell’intero territorio del Parco, attraverso la messa in sicurezza, il potenziamento, il ripristino e la valorizzazione della linea ferroviaria esistente. Potrebbe essere l’occasione per potenziare il trasporto su ferro a cominciare dal rendere stabile la presenza dei treni dell’AV sulla linea Agropoli-Sapri, e non più come avviene adesso solo nel periodo estivo. Si potrebbero creare le condizioni per far diventare la fermata dell’Alta Velocità un punto di collegamento dell’intero territorio per arrivare ad una vera e propria metropolitana del Parco”.

Ma, secondo il consigliere regionale di Italia Viva, “bisogna restare con i piedi per terra, però se non facciamo squadra sull’idea di futuro che abbiamo su questi temi con una proposta più unitaria possibile rischiamo di perdere l’ennesima occasione“. E conclude con un appello a tutti:”Va benissimo difendere le proprie idee, ma almeno impariamo a rispettare le idee degli altri, evitiamo continui e inutili attacchi; nessuno è il depositario assoluto della verità e rispettare le idee altrui rappresenterebbe anche un segno di maturità e di rispetto per la nostra storia, che tutti dovremmo avere soprattutto quando c’è in ballo il futuro di un territorio“.

– Chiara Di Miele –

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