Le Pro Loco dei paesi del Vallo di Diano si uniscono in nome dell’Alta Velocità che, secondo un progetto di tracciato dell’Rfi, potrebbe attraversare il Vallo di Diano nell’unione di Salerno alla Calabria. Così hanno scritto ai Ministri delle Infrastrutture e dei Tasporti, per il Sud e la coesione territoriale, per gli Affari regionali e le autonomie, all’onorevole Marzia Ferraioli, al senatore Gianni Pittella, al senatore Francesco Castiello, all’AD di Rfi Vera Fiorani, a Vincenzo De Luca, ai consiglieri regionali Tommaso Pellegrino e Corrado Matera, al Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese e al Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Francesco Cavallone. La lettera concerne la realizzazione di una stazione ferroviaria di interscambio tra la nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità e la linea Sicignano Lagonegro, riaperta al traffico commerciale, nel punto di loro interconnessione.

La realizzazione, entro il 2026, della nuova linea ferroviaria Alta Velocità Battipaglia-Praia sull’asse ferroviario Salerno-Reggio Calabria, il cui tracciato attraverserà il Vallo di Diano, è un’occasione unica ed irripetibile per lo sviluppo economico, soprattutto in chiave turistica, di questo comprensorio in cui sono presenti attrattori di livello nazionale ed internazionale. “La sospensione del traffico ferroviario sulla linea Sicignano-Lagonegro dal 1° aprile 1987 – scrivono – con servizio sostitutivo di autobus di Trenitalia non ha minimamente accresciuto il numero dei visitatori di questi luoghi (Certosa di Padula, Grotte di Pertosa-Auletta, centro storico di Teggiano, Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonti), visto che si è affermata, in tutta Europa, la tendenza al turismo sostenibile che, in questo territorio, significa collegamenti ferroviari con Treni Alta Velocità e Treni Regionali Veloci. Si evidenzia che sulla tratta Montesano-Polla, attraversante il Vallo di Diano, i Treni Regionali Veloci percorrenti la linea Sicignano-Lagonegro, da riaprire subito al traffico commerciale, possono viaggiare fino a 140 km/ora ed alla velocità di 160 km/ora sull’interconnessa linea AV/AC, a partire dalla stazione di interscambio di cui si chiede la realizzazione“.

Oltre alle fermate dei Treni Alta Velocità, l’interconnessione ferroviaria consentirebbe collegamenti rapidi e sicuri con altri attrattori turistici quali Paestum, Salerno, Pompei, Napoli, Matera, non dimenticando le zone costiere di Praia a Mare, della Riviera dei Cedri e di Sapri, della Costiera Cilentana.










La mancata realizzazione nel Vallo di Diano della stazione di interscambio ferroviario, simile a quella prevista a Baronissi con la linea Salerno-Mercato S. Severino, – continuano le Pro Loco – interconnessa alla linea Sicignano-Lagonegro, riaperta al traffico commerciale, comporterà desertificazione economica e sociale di un territorio al confine di un’altra regione, la Basilicata, di cui ne risentiranno, direttamente e negativamente, anche i territori contigui (Lagonegrese, Alta Val d’Agri, Valle del Melandro in provincia di Potenza), in un comprensorio di 100.000 abitanti, con un aggravamento, irreversibile, dello spopolamento”. Non è ammissibile per le Pro Loco che, a fronte di un investimento miliardario, una popolazione del Mezzogiorno d’Italia, senza treni da 34 anni, subisca la beffa di vederli solo sfrecciare a 250 km/ora, su una pianura di 40 chilometri, e sia costretta a viaggiare su autobus, con velocità massima di 100 km/ora, in autostrada, sui quali nessun turista mai viaggerà avendo l’alternativa di un trasporto ferroviario più rapido, comodo e sicuro.

Con il grande progetto ferroviario previsto dal commissario Vera Fiorani – continuano – ora abbiamo una grande chance per valorizzare il policentrismo e la diversità culturale del Vallo di Diano. Ora però c’è una sola cosa da fare, urgente ed indispensabile: lanciare un appello a tutta la società civile di questo bellissimo territorio. Noi Pro Loco, unite agli amministratori comunali e di tutti gli Enti esistenti, alle associazioni, albergatori, ristoratori, imprenditori abbiamo il dovere e l’obbligo di urlare e di spingere affinché il progetto previsto venga realizzato cosi come è e che venga prevista anche una fermata nel Vallo di Diano, dove può esserci la naturale intersezione con la esistente linea Sicignano – Lagonegro che in tal modo dovrà necessariamente tornare in esercizio risvegliandola dall’assurda sospensione in cui versa dal lontano 1986. Interveniamo tutti per scongiurare il cambio di tragitto previsto e quindi di non vederli affatto. Inoltre nella eventualità che questo progetto rimanesse tale, scongiurare il serio rischio di vedere i treni solo attraversare la vallata senza la opportunità di poter scendere e salire. A noi la scelta di decidere per il nostro futuro, anzi per quello delle generazioni che verranno“.

Su primo impulso della Pro Loco di Polla si è sviluppata una iniziativa che coinvolge tutte le associazioni turistiche Pro Loco del Vallo di Diano. Alla chiamata di D’Amico, infatti, tutti i presidenti e associati delle varie Pro Loco territoriali hanno risposto prontamente facendo di questa necessità un grido di battaglia non solo per il Vallo di Diano ma per una questione di vera unità nazionale – spiegano i soci Pro Loco -. L’alta velocità, infatti, rappresenta un cardine per una vera programmazione ed attuazione delle politiche di coesione e di sviluppo territoriale. Non più quindi solo una questione meridionale ma una visione di crescita economica e culturale dell’Italia intera; una visione unica dell’Italia e non duale, rimuovendo il pesante concetto di Nord e Sud. Tali differenti caratteristiche hanno influenzato e contraddistinto anche l’evoluzione storica di queste due porzioni d’Italia, tanto da spingere Giustino Fortunato (politico e storico lucano) a domandarsi:’Perché oggi ancora, e tanto è così vivo in ogni ordine della civile comunanza tra noi e i nostri fratelli: e in tutto, oggi ancora, sussistono le due Italie, che una minoranza “lirica e tragica”, non la decantata virtù di popolo, risuscitò dalle ceneri, imponendo a noi l’obbligo di ricostruirle e di rappaciarle?’. Tutto attuale anche se eravamo agli inizi del novecento. Un’operazione difficile, forse impossibile, forse però effettivamente mai cominciata“.

– Chiara Di Miele –

 

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