Apprendiamo, in maniera confusa e frammentaria, di un consistente numero di detenuti che presso la Casa Circondariale di Salerno sarebbe salito sui tetti dell’edificio e starebbe inscenando una protesta, sembrerebbe, anche a causa delle misure di prevenzione dei rischi di contagio da COVID-19 adottate e in corso di adozione da parte delle autorità. Se abbiamo imparato che in generale ‘non si muore per il coronavirus, ma con il coronavirus’, possiamo affermare senza tema di smentita che le tensioni, le disfunzioni e le pesantissime criticità del sistema carcerario non si manifestano per il coronavirus, ma con il coronavirus (per fortuna non ancora scoperto nei penitenziari)”.  Ad affermarlo è Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale.

La protesta di circa 200 detenuti armati di spranghe sarebbe scoppiata dopo l’annunciata sospensione dei colloqui per l’allerta Coronavirus. Gli agenti della Polizia penitenziaria, guidati dal Comandante Gianluigi Lancellotta, hanno cercato di domare la rivolta. Sul posto anche il Questore di Salerno e il Comandante provinciale dei Carabinieri.

De Fazio spiega che “è del tutto evidente che se si continuano a mantenere i penitenziari della nazione in continuo stato emergenziale con un sovrappopolamento medio di oltre il 120% (ma con punte che possono avvicinarsi al 200%), non di rado con una pessima organizzazione, con carenze di ogni genere, insalubrità e talvolta fatiscenza degli edifici, deficienze strutturali e logistiche, nonché inadeguatezze organiche degli operatori di ogni ruolo, quando poi si va a sommare un’ulteriore emergenza, quale quella sanitaria che investe il Paese in queste settimane, la situazione è destinata a esplodere. E solo chi non conosce il carcere può non saperlo! Solo 3 giorni fa, peraltro, proprio in relazione al penitenziario salernitano erano state segnalate pesanti difficoltà organizzative e gestionali da parte di Daniele Giacomaniello, della Segreteria Regionale della UILPA PP della Campania, così come fa costantemente il Segretario Generale Regionale, Domenico De Benedictis”.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta, – chiosa il leader della UILPA Polizia Penitenziaria – per le carceri è assolutamente necessaria una task force che si occupi delle diverse emergenze, prime fra tutte la ‘densità detentiva’, gli organici della Polizia penitenziaria e degli altri operatori e i modelli organizzativi. Lo abbiano bene a mente il Ministro Bonafede, ma anche il Presidente Conte, perché i penitenziari potrebbero essere il vero ultimo banco di prova del Governo”.

L’ampio dispiegamento di forze, fra cui militari del X Reggimento Mobile Carabinieri Campania ed un elicottero del NEC di Pontecagnano, ha ricondotto alla ragione gli animi dei detenuti.

Ciò che sta avvenendo, in queste ore, nel carcere di Salerno è l’ennesima dimostrazione che Bonafede non è adeguato per ricoprire la complicata funzione di ministro della Giustizia. Si dimetta subito”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli alla luce della violenta protesta organizzata dai detenuti contro le nuove disposizioni che vietano i colloqui fino al 31 maggio. “Nonostante le sollecitazioni del Sappe e di tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria, il ministro fino ad oggi non ha voluto adottare le misure di sicurezza idonee volte a prevenire la diffusione del Coronavirus e tutelare l’incolumità del personale penitenziario per un assurdo buonismo sinistroide. Lo dimostra anche la tensione nel carcere di Poggioreale a Napoli. La mia totale solidarietà va agli agenti della Polizia Penitenziaria impegnati a garantire, nonostante le molteplici difficoltà, la sicurezza nelle carceri italiane” conclude Cirielli.

Solidarietà agli agenti della Polizia penitenziaria. Mi auguro che la Procura apra immediatamente un’inchiesta per chiarire le responsabilità di quanto accaduto oggi pomeriggio“. Così Lucia Vuolo, europarlamentare della Lega. “Nessun provvedimento dell’amministrazione penitenziaria può giustificare quanto accaduto – afferma -. Serve il pugno di ferro e come Lega mi impegno a portare il caso della carenza di agenti all’interno delle carceri italiane all’attenzione dell’Europarlamento. Questo scempio deve finire“.

– Chiara Di Miele –

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