Beniamino Curcio, Presidente del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, scrive al Prefetto di Salerno per chiedere di valutare l’opportunità di un’urgente convocazione dei Sindaci del Vallo di Diano e dei rappresentanti di altri Enti, compresa la Regione, per un’analisi della drammatica situazione che si è venuta a determinare nel Vallo di Diano a causa degli imponenti e disastrosi allagamenti legati al maltempo di domenica. Le abbondanti ed intense piogge che si sono abbattute per tutta la domenica sul territorio (circa 130 millimetri di pioggia in 24 ore, equivalente alla pioggia che cade in un mese) hanno letteralmente messo in crisi l’intero sistema idraulico di scolo e, come prevedibile e come più volte denunciato, l’intera piana (circa 10.000 ettari di terreno) è andata sott’acqua.

Non hanno retto allo straordinario evento alluvionale soprattutto i corsi d’acqua naturale – scrive Curcio – abbandonati da decenni e questo, è giusto che si sappia, non per colpa del Consorzio che non ha alcuna competenza sui fiumi. Solo il fiume Calore – Tanagro ha fatto registrare imponenti erosioni spondali e crolli di argini in moltissimi punti, da Casalbuono a Polla, con danni di oltre mezzo milione di euro solo per gli interventi di ripristino. Notevoli anche i danni a Teggiano e a San Rufo per effetto dello straripamento del Fiume Marza. Durante l’emergenza il territorio è stato presidiato dai tecnici del Consorzio e dal sottoscritto per verificare l’andamento delle piene, sempre più minacciose, e per chiedere la chiusura delle strade più esposte al pericolo di inondazione. I sopralluoghi sono continuati anche nella giornata di lunedì, sempre a cura del personale del Consorzio. Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso: il Consorzio non ha competenza sui Fiumi, ma quando si verificano situazioni di emergenza, come quella di domenica, l’unico Ente che si preoccupa è il Consorzio e l’unico Ente che interviene per porre rimedio ai danni, con fondi propri, che poi sono dei consorziati, è sempre il Consorzio; purtroppo, paradossalmente, l’unico Ente bersagliato da accuse e polemiche è sempre il Consorzio”.

Per Curcio si tratta di “una situazione davvero insostenibile. E’ giusto che i cittadini si preoccupino e reclamino interventi. Ma è anche giusto che i cittadini sappiano che il Consorzio, da solo, non è in grado di affrontare questioni allarmanti, come quelle degli allagamenti, questioni che vengono da lontano, che sono legate a situazioni di precarietà gestionale dei corsi d’acqua, ma anche alla portata di eventi meteorici sempre più estremi. Ma, si ripete, è giusto che i cittadini sappiano anche che il Consorzio non può autonomamente intervenire sui Fiumi, essendo la gestione dei Fiumi di competenza regionale. Il problema si può solo attenuare con l’attenzione e con l’intervento congiunto da parte di tutti gli Enti preposti al governo del territorio e alla gestione dei rischi alluvionali“.

In relazione agli ingenti danni che si sono registrati sul territorio ed anche in relazione alle forti e giustificate preoccupazioni dei cittadini, scrive ancora il Presidente del Consorzio, “è quanto mai necessaria ed indifferibile una riunione operativa con tutti i Sindaci del Vallo di Diano per definire e condividere azioni ed interventi che siano in grado di ‘aggredire’ l’annosa problematica degli allagamenti, ponendo soprattutto mano alla sistemazione e alla manutenzione straordinaria dei Fiumi, in primis il Fiume Calore- Tanagro. Il Consorzio dispone anche di progetti esecutivi e cantierabili che potrebbero servire a tale scopo. Ovviamente si tratta di trovare i dovuti canali di finanziamento e questo lo si può fare più agevolmente se il territorio ‘spinge’ in tale direzione, consapevole che il rischio alluvionale costituisce la vera emergenza del Vallo di Diano, da affrontare con azioni sinergiche e condivise e con progettualità finalizzate“.

Riferisce poi al Prefetto Russo che il Consorzio sta stimando i danni che si sono verificati lungo il reticolo idraulico ed ha già redatto un verbale per i lavori che assumono carattere di somma urgenza, come nel caso dei tratti arginali crollati lungo il Calore-Tanagro che, se non prontamente ripristinati, “rappresentano dei ‘varchi’ dai quali il fiume strariperà facilmente anche in caso di piogge non abbondanti, con serio pericolo di allagamenti e danni ai terreni, agli insediamenti e per la pubblica e privata incolumità“.

E conclude:”E’ evidente che se non si avranno assicurazioni da parte della Regione in ordine al riconoscimento della somma urgenza e ai relativi finanziamenti, il Consorzio sarà impossibilitato ad intervenire per gli indispensabili ed indifferibili lavori di ripristino degli argini, anche per evitare, come già successo per precedenti somme urgenze, che il Consorzio si veda costretta ad anticipare risorse ingenti che poi non vengono rimborsate“.

– Chiara Di Miele –

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