Sentiamo forte il dovere di parlare e di smentire chi con visione sprezzante della realtà ha veicolato le informazioni non considerando che forse tutto si può veicolare ma non la realtà dei fatti”. Con queste parole si apre una nota scritta dal Gruppo Consiliare “San Pietro in Movimento” a seguito delle dichiarazioni del sindaco Quaranta sui disagi, causati dal maltempo, che si sarebbero verificati nel territorio di San Pietro al Tanagro la sera del 10 febbraio scorso.

Piogge abbondanti e incessanti si riversano da tempo su tutto il territorio valdianese, certo, la natura ha una forza incontrollata ed è difficile impedire le calamità ma se parliamo di incuria allora il discorso cambia – afferma Piera Aromando -. Parliamo di incuria, sì, lo diciamo per l’ennesima volta e con convinzione. La sera del 10 febbraio, mentre i volontari della Protezione Civile FATA erano con i piedi nell’acqua per fronteggiare il rischio di allagamenti, il sindaco ha deciso di minimizzare la situazione rassicurando i cittadini perché a San Pietro non si erano verificate criticità”.

Il primo cittadino, infatti, aveva diramato un comunicato stampa in cui scriveva di aver constatato “l’infondatezza delle notizie di esondazioni e colate di fango”.

Contestualmente alle affermazioni del sindaco e dei suoi consiglieri, nonostante l’acqua l’avessero letteralmente sotto casa, tanti concittadini erano impegnati a non far entrare l’acqua nelle proprie abitazioni – si legge nella nota di ‘San Pietro in Movimento’ -. Chi liberava tombini e caditoie, chi posizionava barriere di protezioni in ferro, chi asciugava acqua in casa, il Sindaco e i suoi consiglieri, hanno preferito raccontare il distorto. Ma perchè? Ammettere che non vi erano più strade ma fiumi in piena era così fallimentare? Dimostrare con umiltà e a braccia alzate vicinanza ai cittadini era così sbagliato? Ammettere le proprie colpe, ammettere la propria assenza, ammettere la mancanza di pulizia e manutenzione non sarebbe stato meglio? Sarebbe stato un gesto eroico, di coraggio e umiltà. Invece no, pur di non ammettere l’ennesimo proclamato fallimento politico hanno preferito proclamare la regolarità della situazione”.

Diversi cittadini, con rabbia, hanno invitato foto e video al Gruppo d’opposizione testimoniando la situazione.

Una magra figura quella di Quaranta e dei suoi consiglieri, un gesto privo di rispetto per i tanti volontari della Protezione Civile che da anni operano sul territorio comunale, privo di rispetto per i tanti cittadini che, per l’ennesima volta di notte, sono stati costretti a scendere in strada a fare quello che non viene fatto né predisposto da chi di dovere – continua Piera Aromando -. Si preferisce distorcere la realtà pur di non ammettere che si è arrivati al capolinea”.

Il 24 gennaio si sono verificate situazioni simili, gravate da uno smottamento lungo la strada che conduce a San Rufo da via della Montagna. Qualche giorno dopo, a seguito di un sopralluogo effettuato su tutto il territorio comunale il Gruppo “San Pietro in Movimento” ha riscontrato diverse criticità, segnalate prontamente all’Ente.

Sono stati protocollati 3 documenti in cui abbiamo chiesto interventi di manutenzione e pulizia dei fossi e canali di scolo delle acque – spiega Aromando -. Ad oggi aspettiamo ancora risposta. Il Comune ha disposto la chiusura del tratto stradale interessato dalla frana. La stessa cosa che è avvenuta 11 anni fa, ecco perché si è arrivati al capolinea. In 11 anni non è stato fatto nulla. In più di un’occasione abbiamo ribadito che ‘la storia insegna ma non ha scolari’, gli errori si repetono all’infinito a causa egli ‘studenti’ sordi e presuntuosi che non vogliono imparare, ma stavolta però hanno imparato i cittadini. Hanno sicuramente imparato a capire che tutto ha un limite, anche la decenza”.

– Paola Federico –

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