In uno dei più grandi appuntamenti internazionali riservato al cibo genuino e di eccellenza i 22 presidi attivi nella Campania e nella Basilicata e le 40 aziende agricole e agroalimentari si sono rese interpreti del concetto di “Buono, Pulito e Giusto”, con lo scopo di valorizzare la sana alimentazione e soprattutto rispettare il territorio e l’intero ecosistema.

In questo quadro di agitazione e paura per i possibili coinvolgimenti dei terreni agricoli dell’Appennino Meridionale e di alcune aree marine del Mediterraneo nella ricerca del petrolio, i produttori campani e lucani, insieme ai delegati delle Condotte Slow Food, hanno manifestato con fermezza il dissenso alle trivellazioni, coinvolgendo anche i visitatori. Infatti, già dal primo giorno della kermesse, ogni stand esibiva cartelloni recanti le scritte “No trivellazioni in Campania e Basilicata” e “Il nostro petrolio è l’agroalimentare”con lo scopo di avvicinare i visitatori alla loro battaglia al fine di preservare l’agricoltura e il territorio, che è fonte di ricchezza.

La volontà di usare territori della Campania e della Basilicata per tentare estrazioni  di petrolio rappresenta un rischio per chi estrae ricchezza dai terreni, eccellenze e sostentamento delle nostre aziende agricole” commenta Giuseppe Orefice, presidente Slow Food Campania e Basilicata. Parole amare e dure, accompagnate da suoni di campanacci, fischi, cucchiai sbattuti sui tavoli, che vengono sostenute da Gaetano Pascale, presidente Slow Food Italia, che precisa che “uno sviluppo sociale non può avvenire in assenza di agricoltura promossa dalle piccole realtà locali, per cui Slow Food farà sentire la sua voce contro le trivellazioni anche in Governo“.

Durante i cinque giorni della manifestazione gli espositori si sono premurati di far conoscere i loro prodotti di eccellenza ma anche di spiegare ai visitatori cosa possono produrre di negativo le trivellazioni in Campania e Basilicata, condannando intere aree dedite all’agricoltura e in cui sono racchiusi antichi saperi.

– Rosanna Raimondo – 


 

2 Commenti

  1. finitela i problemi sonoi altri

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