Quello a cui assistiamo, da un po’ di anni a questa parte, è un autentico smantellamento dei servizi essenziali che una Regione dovrebbe garantire ai propri cittadini. Non stiamo parlando di prestazioni sanitarie particolari, ma del livello di assistenza medica di base. Così, dopo l’impossibilità di abortire legalmente a Matera, sono costretta a denunciare una grave carenza che, questa volta, colpisce il capoluogo potentino. Ho infatti colto l’allarme della direttrice del Consultorio familiare di Potenza, Liliana Romano, la quale ha denunciato l’assenza presso la struttura di un/-a pediatra ormai da sette mesi”.

Lo evidenzia la consigliera regionale del M5S, Carmela Carlucci che aggiunge: “Da quando, infatti, la dottoressa di pediatria dell’ambulatorio ha richiesto il trasferimento presso un’altra struttura, il suo posto è rimasto vacante. Un’assenza, quella del pediatra, che comporta gravi disagi non solo ai piccoli nati di Potenza, ma anche ai bambini e alle bambine di tutto il circondario”.

Il problema – spiega – non è che non esistono pediatri in Basilicata, ma che nessuno vuole accettare questo tipo di incarico che, come segnalato dalla dott.ssa Romano, costringerebbe il pediatra a spostarsi anche in altri comuni della provincia. Esiste, dunque, una graduatoria trimestrale di specialisti ambulatoriali cui attingere, ma nessuno accetta l’incarico. Il problema va risolto alla radice. Bisogna intervenire immediatamente e capire perché la nostra Basilicata risulta, agli occhi dei medici, respingente e non attraente. Ricordo, infatti, che anche  l’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ di Melfi è vittima ricorrente della medesima sorte”.

La verità – continua Carlucci – è che il nostro territorio è sempre più debole e sguarnito, anche e soprattutto sotto il profilo sanitario. Non possiamo permetterci di rinunciare ai servizi offerti dall’area pediatrica del consultorio, tra cui l’allattamento al seno, le consulenze per lo svezzamento, le visite, i bilanci di salute da 0 a 18 anni e altri tipi di consulenze specifiche. La medicina territoriale va garantita, rafforzata e promossa, al fine di tutelare e assicurare il diritto alla salute di tutte le cittadine e di tutti i cittadini lucani e di evitare l’ingolfamento dei pochi ospedali superstiti della nostra regione, evidentemente incapaci di gestire le domande di cura che provengono dal territorio”.

L’assistenza fornita dai consultori svolge, da questo punto di vista, un ruolo cruciale. Pertanto la Carlucci ha formalmente interrogato la Giunta regionale e l’assessore competente per “chiedere chiarimenti e, soprattutto, risposte per i nostri cittadini. Bisogna trovare una soluzione per indurre i pediatri ad accettare l’incarico e per ripristinare, immediatamente, tutte le attività del consultorio del capoluogo”.

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