I Carabinieri Forestali della Stazione Parco di Vallo della Lucania hanno portato a termine un’operazione di contrasto e repressione della pratica dell’uccellagione con particolare riferimento ai cardellini (carduelis carduelis), passeracei protetti e molto insidiati da vere e proprie manie di cattura che, ancora oggi, alimentano il mercato clandestino della provincia di Napoli.

L’attività condotta personalmente dal Comandante del reparto con l’impiego di militari in abiti civili della Stazione Parco di Castellabate e di due pattuglie delle Stazioni Parco di Morigerati e Roccadaspide è scattata questa mattina all’alba, quando è stato confermato che una Fiat Punto sospetta aveva raggiunto il fiume Testene in località Cannetiello, a poche centinaia di metri dal perimetro del Parco Nazionale.

La pattuglia, in abiti civili, composta dal Colonnello Mario Guariglia e dal Vicebrigadiere Giovanni Consiglio ha presidiato la vettura attendendo due pattuglie precedentemente allertate. Con tre uomini è stato percorso il letto del fiume verso valle fino a scoprire la rete innescata, due cardellini legati a riva e il capanno nel quale erano nascoste due persone di Castellammare di Stabia. Un terzo componente ha fatto spontaneo ritorno al punto di parcheggio dichiarando di essersi allontanato dalla postazione di cattura per motivi indipendenti dall’arrivo dei militari del reparto.

Si è poi proceduto al sequestro di una borsa verde contenente due picchetti metallici, un martello, una roncola, una forbice, sei tondini di ferro, due lenze e un sacchetto contenente circa 2 kg di semi. Sequestrate poi tre gabbie e tre cardellini vivi. Un cardellino catturato è stato immediatamente liberato.

I Forestali hanno proceduto alla liberazione di due esemplari adulti e di un novello, presumibilmente di recente cattura e hanno denunciato i tre bracconieri.

I cardellini non liberati perché usati come richiami e abituati alla cattività sono stati affidati alle guardie del N.I.T.A. dirette dal Comandante provinciale Giuseppe Di Somma.

 

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