“L’estate è tempo di matrimoni e può capitare di essere invitati a feste di addio al celibato o nubilato. Se però tale festa è un’occasione per fare tutto ciò che non si potrà fare una volta ‘rinchiusi’ nel matrimonio allora è meglio che la persona non si sposi per la Chiesa perché non ha capito cos’è l’amore né quello che è il retto uso della sessualità e men che meno cosa sia il matrimonio”.

A fare la singolare riflessione è don Vincenzo Ruggiero, parroco di Buccino, ex avvocato, in merito all’ormai nota consuetudine di festeggiare gli addii al nubilato e al celibato dando il via al countdown ufficiale prima delle nozze. Un momento particolare dedicato agli sposi per assaporare gli ultimi istanti di libertà prima di compiere il grande passo. Una libertà, secondo la riflessione del parroco, non sempre legata a sani princìpi.

“Stanno forse dicendo ‘fatti una scappatella ora che ancora puoi?’ – chiede – E io chiedo: puoi? La risposta è NO. La vita da sposato/a sarà un riflesso di quella che è stata la vita da celibe/nubile e questo include l’addio al celibato/nubilato”.

“Un cattolico, quindi – conclude – non dovrebbe mai partecipare a questo tipo di addii al celibato/nubilato  e se vai e ti rendi conto che la connotazione della festa è quella, dovresti ritirarti!”.

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