Confesercenti Campania esprime la sua soddisfazione per le nuove disposizioni del Governo. “Raccogliamo risultati soddisfacenti avendo condotto tante battaglie, che a questo punto possiamo dire di aver vinto” afferma il presidente Vincenzo Schiavo in merito alle nuove disposizioni governative sulla ripresa delle attività commerciali.

Abbiamo avuto incontri e organizzato manifestazioni con centinaia di aziende e imprenditori per mettere in evidenza le nostre ragioni e le possibili soluzioni – spiega Schiavo -. L’abolizione graduale delle restrizioni è per questo motivo anche una nostra vittoria. In questi giorni finalmente oltre 90mila imprese in Campania hanno ora la possibilità di riaprire. Le restrizioni si riducono, le attività possono restare aperte sino alle 23 e dal 7 giugno fino alle ore 24. Nel frattempo il 22 maggio apriranno i centri commerciali anche nel weekend e questo dà forza ed energia a 1200 attività campane che danno lavoro a 10mila lavoratori. La riapertura al chiuso dei ristoranti dal primo giugno è una grande opportunità tenendo conto che ben 18mila attività di ristorazione, su 30mila, non avevano spazi all’aperto. Insieme ad esse 110mila lavoratori attendevano di ritornare al lavoro”.

Il mondo del Wedding, con altre 60mila imprese che ne compongono la ricca filiera, potrà ripartire finalmente da metà giugno, riattivando l’economia e potendo riavere la dignità del lavoro. Il primo luglio invece riapriranno i centri benessere: altre 1400 aziende campane possono riattivare la propria capacità di imprese e con esse altre 10mila persone tornano al lavoro.

In generale, dunque, oltre 90mila imprese della nostra regione potranno tornare ad una presunta normalità e a 500mila lavoratori viene restituita la dignità del lavoro – conclude Schiavo -. Se riusciamo a fare sinergia e lavoro congiunto, dove tutti spendiamo in negozi campani, spingendo i nostri concittadini a trascorrere le proprie vacanze nella nostra splendida regione probabilmente la Campania può rialzare la testa facendo ripartire l’economia”.

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