Il 26 ottobre del 2012 Giovanni Rubino, 22enne di Sassano rimasto gravemente ferito in un incidente stradale accaduto qualche giorno prima, smise di vivere dopo giorni di agonia. Ieri i genitori e il fratello Michelangelo hanno contribuito a tenere viva, come accade ormai da qualche anno, la memoria di “Piccola peste“, come il giovane veniva affettuosamente chiamato dagli amici.

La famiglia Rubino, infatti, ha donato un defibrillatore che è stato posizionato nei pressi della Villa Comunale “Paolo Borsellino” a Silla di Sassano e che servirà a cardioproteggere proprio uno dei luoghi pubblici maggiormente frequentati nel Vallo di Diano.

Alla cerimonia di consegna erano presenti, oltre ai genitori e al fratello di Giovanni, anche il sindaco Tommaso Pellegrino, il parroco della chiesa “Beata Maria Vergine di Pompei”, don Bernardino Abbadessa, Enzo Garone dell’associazione ALFIS, il Maresciallo Antonio Sirsi, Comandante della Stazione Carabinieri di Sassano, i consiglieri comunali Luigi Petrizzo e Gianfranco RussoValentino Di Brizzi, presidente dell’Associazione Imprenditori Vallo di Diano.

E’ un dono fatto con il cuore” ha affermato, commosso, Michelangelo. E così il ricordo di Giovanni ha pervaso tutti i presenti.

Grazie alla famiglia Rubino oggi si può parlare di Villa Comunale cardioprotetta – ha dichiarato il sindaco Pellegrino -. Ogni volta che passeremo di qui ricorderemo un momento che fa parte della nostra comunità, ma ‘Piccola peste’ ci guarda dall’alto e resta nei nostri cuori. Anche se strappato troppo presto all’affetto dei cari, ha vissuto la sua breve vita con grande intensità“.

In seguito don Bernardino ha celebrato, insieme a don Franco Russo, una partecipata messa per tutti coloro che sono andati via prematuramente. “Il dolore sofferto è disperazione – ha affermato il parroco -, il dolore offerto, come quello di Cristo sull’altare della Croce e che si rinnova sul nostro altare, è donazione di vita nuova, un rifiorire di opere nella memoria di coloro che prematuramente hanno lasciato questa terra“.

– Chiara Di Miele –

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