Una struttura per accogliere mamme immigrate con bambini sarà aperta a breve nel Vallo di Diano. Sarà gestita dalla Cooperativa ISKRA che, attraverso Facebook, ha rivolto un appello per avere degli aiuti da parte di chi vive nel Vallo di Diano.

Ogni contributo, piccolo o grande, viene accettato volentieri. Non chiediamo soldi o cose simili – hanno scritto i responsabili della Cooperativa Iskra sul profilo Facebook – ma gesti di solidarietà. Crediamo nella nostra comunità perchè ne siamo parte indissolubile”.

La notizia ha scatenato diverse reazioni, la maggior parte delle quali sono state positive, ciò a testimonianza del fatto che nel comprensorio valdianese l’accoglienza di chi arriva da territori martoriati dalla fame e dalla guerra, viene fatta in modo concreto e non solo a parole.

“Questo progetto – ha spiegato Umberto Sessa della Coopertiva ISKRA – ha come scopo quello di far sì che queste mamme che arriveranno in Italia da situazioni di pericolo estremo, insieme ai loro figli, possano trovare una comunità accogliente che possa aiutarle nel processo di integrazione. Noi non chiediamo soldi, chiediamo invece buona volontà da parte di tutti, associazioni, parrocchie, professionisti, insegnanti, cittadini, affinchè possano mettere a disposizione le loro competenze per accogliere questi nostri fratelli. Chiunque voglia darci una mano può farlo contattandoci anche attraverso la nostra pagina Facebook. Noi vogliamo essere come quel traliccio che a Sala Consilina da anni ospita le cicogne. Vogliamo accoglierle, coccolarle, aiutarle per poi dare loro la possibilità di prendere il volo nuovamente e magari in futuro vederle anche ritornare”.

– Erminio Cioffi –  


 

 

 

4 Commenti

  1. Forse vi sembrerò cattiva ma (a parlar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca ) non è che gli immigrati rendono di più?Visto che i disabili ( già sfortunati di loro ,la maggior parte dalla nascita,senza la necessità di scappare da una guerra) non hanno tra l’altro neanche un pulmino adeguato alle loro esigenze per il trasporto ai vari centri diurni ,per cui i ragazzi in carrozzina sono costretti a stare a casa ? Il colmo

  2. Ma voi lavorate gratis o percepite un contributo?

  3. La cooperativa in questione gestisce varie strutture, di cui una, riservata ai disabili, sta cadendo in rovina.

    Spero che accanto alla creazione di nuovi e diversi servizi, anche per i migranti , non si sacrifichi la cura dei disabili del vallo di Diano, se non altro perchè se accadesse getterebbe benzina sul fuoco degli odierni istinti xenofobi di cui, mio malgrado, siamo circondati.
    Noi italiani siamo un popolo meraviglioso, ma non fino al punto di cacciar via la propria famiglia a favore di un’altra sconosciuta,a parità di sofferenza intendo.
    Cooperativa ISKRA, che mai accada il decadimento delle strutture disabili a favore delle strutture migranti, mai accada.

    Sarebbe gravissimo.

  4. Tonino B. says:

    Veramente bello il paragone con le cicogne, in bocca al lupo ai promotori.

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