Lettera aperta del comitato “Se non ora quando? – Vallo di Diano”

In prossimità della ricorrenza del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, nel decidere quale contributo approntare come comitato “Se non ora quando?- Vallo di Diano”, abbiamo concordato di porre l’accento sugli esiti letali del fenomeno ossia i femminicidi. Per dare un senso alla nostra idea progettuale, che andasse al di là della semplice enucleazione del numero di tali crimini avvenuti nel 2021, si è pensato di predisporre manifesti e locandine da affiggere in luoghi pubblici, che riportassero i nomi delle donne morte di femminicidio. Attingendo a piene mani da un report preparato ogni anno dall’UDI Monteverde-Roma siamo riuscite a risalire ad i singoli episodi di cronaca che avevano ad oggetto tale crimine.

Si è conseguentemente preparato l’elenco dei loro nomi, per tributare alle vittime di femminicidio una dignità anche da morte, visto che essere celate dietro un semplice numero appariva ai nostri occhi particolarmente svilente. In tal modo abbiamo voluto renderle più vicine a chi avrebbe letto i manifesti o le locandine, in una sorta di familiarità costruita in maniera estemporanea, certo, ma con un intento ben preciso. Il nostro obiettivo è, difatti, avvicinare quelle vittime alle singole persone, di modo che si possa riuscire a comprendere che la violenza contro le donne non è un accadimento che riguardi le sole protagoniste di queste vicende drammatiche, ma un fenomeno sociale che, in quanto tale, riguarda tutti.

Un fenomeno che richiede un impegno costante e consapevole, indubbiamente oneroso ma degno di essere esercitato, per eliminare ogni radice culturale fonte di disparità, stereotipi e pregiudizi che, direttamente e indirettamente, producono un’asimmetria di genere nel godimento dei diritti fino a al punto che un uomo si considera proprietario di una donna, sentendosi come tale titolato a condizionarle la vita fino a togliergliela, se si oppone alle sue volontà. Nel preparare il nostro manifesto abbiamo avuto riguardo ai casi avvenuti fino al 15 novembre scorso, fermando il contatore dei femminicidi al numero novantuno, nella speranza che non ne accadessero di ulteriori.

Purtroppo la realtà ha sconfitto i nostri buoni auspici, perché ad oggi altre cinque donne sono morte ed altre ancora hanno corso il rischio di non sopravvivere alla violenza maschile perpetrata ai loro danni, a riprova che essa è viva più che mai nel nostro sistema sociale. Pensare che sia un problema che riguardi solo le donne è l’approccio peggiore che possa esserci per una risoluzione di questa emergenza sociale, come è stata definita dal presidente Mattarella. Per questa ragione abbiamo concluso il manifesto con la frase “La violenza contro le donne è una sconfitta per tutti”.

Da questa verità dovremmo prendere spunto per ogni azione di contrasto, singola o collettiva, privata o istituzionale. Ognuno/a, con le proprie capacità e possibilità, può fare la differenza se decide di porgere il proprio contributo al debellamento della violenza maschile contro le donne, convintamente consapevole che è un problema riguardante l’intero consesso sociale. Noi del comitato “Se non ora quando? – Vallo di Diano” ci proviamo con un manifesto dal titolo così forte, ma indubbiamente significativo, “Uccise perché Donne”, che ha cercato di illustrare questa tipologia di violenza, partendo proprio dall’esame dei femminicidi avvenuti in Italia nel 2021 e dando un nome alle conseguenti vittime. Per l’appunto, uccise perché donne.

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