terremoto laviano 1Era il 23 novembre del 1980, esattamente 34 anni fa, quando, alle ore 19.34, una terribile scossa di magnitudo 6,9 della scala Richter e  decimo grado della scala Mercalli della durata di 90 secondi, fece fermare il tempo in diverse zone d’Italia.

Tra le regioni gravemente colpite la Campania e la Basilicata, la scossa ebbe degli effetti devastanti: 280mila sfollati, 8.840 feriti e 2.924 morti. Il sisma che colpì un’area di 17mila km, interessò in particolare le provincie di Avellino con 103 comuni, Salerno con 66 comuni e Potenza con 45 comuni. Tra i comuni salernitani rasi completamente al suolo dal sisma Castelnuovo di Conza, Laviano e Santomenna. A terremoto laviano 3Laviano i morti furono 303 cioè un quinto della popolazione ed il paese fu completamente distrutto, intere famiglie sepolte sotto le macerie, vite spezzate in pochi secondi dalla forte scossa, edifici crollati e aiuti che tardavano ad arrivare.

Oggi, nel nuovo paese costruito poco lontano dal vecchio, un monumento in pietra accoglie i visitatori e racconta quei terribili momenti di morte.

laviano vigile urbano terremotoTante le storie da raccontare e tra queste, quella del comandante dei Vigili Urbani di Laviano, Rocchino Falivena, 62 anni: “Quella mattina si verificarono episodi insoliti: nell’aria si respirava odore di bruciato, le bombole del gas scoppiavano in casa e gli animali erano indomabili. La sera – racconta  Falivena – alle 19.34, ero in piazza con altre persone, dopo la scossa prestammo i primi soccorsi, cercammo di tirare fuori dalle macerie più persone possibili; non potevamo attendere i soccorsi dall’esterno che arrivarono solo due giorni dopo“.

Tra le persone salvate, una donna incinta: “Con una macchina di fortuna – continua  Falivena – caricammo la donna sulla tavola di una porta caduta per metterla in macchina e trasportarla presso l’ospedale di Battipaglia. Le strade erano interrotte, di quel meraviglioso paese non era rimasto più nulla, completamente isolati dal circondario. All’Ospedale di Oliveto Citra invece, trasportammo i feriti meno gravi”. 

Le condizioni metereologiche peggiorarono nei giorni post-sima e anche il seppellimento dei morti fu difficile: “Con il medico legale ed i terremoto laviano 2familiari, effettuammo il riconoscimento dei corpi. Io – spiega Falivena – scrissi i nomi dei defunti su di una tavola di legno, affiggendoli con dei chiodi, ma con il passare delle ore, il numero dei morti cresceva.  Nell’immediato venne istallata una tendopoli d’emergenza per gli sfollati-superstiti e dopo pochi mesi, vennero costruiti i fabbricati“.

Un dramma, quello del sisma, che ha cambiato per sempre la vita di Falivena che da quel giorno presta soccorso come volontario in tutta Italia in occasione delle catastrofi: “Laviano – conclude emozionato – in quei mesi, ha ricevuto tanta solidarietà dai volontari accorsi da tutta Italia e questo non lo dimenticheremo mai“.

– Mariateresa Conte –


 

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