Maurizio Arena, 18enne di Roccadaspide, è morto perché ha preso la curva troppa larga e il suo scooter inevitabilmente si è scontrato con l’Audi A6, con a bordo un uomo di Sicignano degli Alburni.

Come si legge sul quotidiano “Il Mattino”, il giudice per l’udienza preliminare, Piero Indinnimeo, ha assolto dall’accusa di omicidio colposo il conducente dell’auto e determinante per la decisione è stata una perizia tecnica che ha escluso qualsiasi responsabilità dell’uomo.

L’Audi A6 non ha avuto lo spazio necessario per spostarsi in modo da evitare lo scontro e, date le sue dimensioni, era impossibile effettuare una manovra. Il conducente, secondo il perito, ha anche mantenuto il limite di velocità imposto e infatti viaggiava ad una velocità di 42 chilometri orari.

Il limite di non superare i 30 chilometri orari, indicati sulla cartellonistica, valeva soltanto per le due ruote. L’auto era rallentata perché percorreva la strada in salita, mentre il diciottenne avrebbe superato il limite, percorrendo la strada della tragedia in discesa, e si sarebbe avvicinato troppo alla linea di divisione delle carreggiate.

– Annamaria Lotierzo –


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