Viggiano: Nuova fiammata al centro oli. Preoccupati i residenti









































Ieri mattina una nuova fiammata al centro oli di Viggiano. Dalle 7.30 alle 8.45 la fuoriuscita di gas è stata accompagnata da valori di anidride solforosa che secondo l’Ola (Organizzazione lucana ambientalista) sarebbero superiori a quelli consentiti dalla norma.

Per questo motivo l’Ola, da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente lucano, ha chiesto all’assessore regionale all’Ambiente Aldo Berlinguer e all’Arpab (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Basilicata) i valori delle sostanze inquinanti registrati e le cause dell’ennesima fiammata. L’organizzazione ambientalista, inoltre, vuole sapere anche se siano state attivate le procedure previste dal Piano di Emergenza Esterno.

L’Ola, inoltre, ritiene che, in base alle testimonianze dei residenti, l’incidente di ieri sarebbe da considerare di seria entità e che già nella giornata di domenica si era verificato un evento simile, con una fiammata che aveva destato in zona non poca tensione. I residenti sarebbero oltretutto preoccupati dal presunto aumento di quantità di idrocarburi che, nei prossimi anni, saranno trattati nel centro viggianese e dal fatto che ENI continua a sollecitare la Regione per il rilascio di nuove autorizzazioni per pozzi petroliferi.











In seguito all’episodio di ieri ENI ha fatto sapere che “l’innalzamento è stato provocato da un blocco momentaneo di una delle turbine dell’impianto che non ha provocato alcun impatto sull’ambiente circostante né pericoli per le persone”. Pronta e piena di dubbi in merito la risposta dei segretari Ugl Basilicata Giovanni Tancredi e Pino Giordano, secondo i quali “non convincono all’Ugl le spiegazioni fornite da ENI su quanto accaduto presso il centro olio di Viggiano. Se pur l’Eni sostiene che l’anomalia non ha provocato alcun impatto sull’ambiente circostante né pericoli per le persone, l’Ugl esprime forte preoccupazione per l’accaduto“. La presa di posizione dell’Ugl termina con una richiesta:”Gli Enti predisposti ai controlli, la Regione Basilicata, l’Arpab, l’ASP competente sul territorio e la Provincia di Potenza, se hanno vigilato e sorvegliato monitorando costantemente il centro oli, cosa che non dubitiamo, forniscano pubblicamente i dati in modo da rassicurare la gente che vive nelle vicinanze del centro oli“.

– Chiara Di Miele –

Foto: Olambientalista.it


 



































Un commento

  1. E c’è ancora qualcuno nel Vallo di Diano favorevole alle trivellazioni.

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