Vietri di Potenza, il Consiglio vota la decadenza dei consiglieri di opposizione Grande e D’Andraia Entrano Francesca D'Angelo e Anselmo Papa

























Vietri

Nell’ambito dell’ultimo Consiglio comunale a Vietri di Potenza, la maggioranza consiliare ha votato la decadenza dei consiglieri comunali Carmine Grande e Giovanni D’Andraia, due dei tre componenti, insieme a Donato Picciuolo, del gruppo di opposizione.

Contestualmente, sono entrati in Consiglio comunale i primi due non eletti: Francesca D’Angelo e Anselmo Papa. La procedura di decadenza dei due consiglieri è stata avanzata dal capogruppo di maggioranza, Gerardo Pascaretta, a seguito delle due assenze consecutive, il 19 gennaio e il 16 febbraio, da parte dei due consiglieri.






Il regolamento, infatti, prevede che due assenze ingiustificate, per la maggioranza, portano a questo tipo di procedura. Il sindaco Christian Giordano, nel relazionare, ha dichiarato: “I consiglieri non si sono presentati senza dare una giustificazione utile, ed è anche una mancanza di rispetto verso gli elettori. Crediamo che abbiano sbagliato e per questo abbiamo avviato la procedura”.

Per il capogruppo Grande, invece, ci sarebbero state delle violazioni del regolamento per il funzionamento del Consiglio, che hanno impedito ai consiglieri di minoranza di presentare nei termini gli emendamenti. Tra l’altro –ha continuato – l’iter di approvazione del Bilancio consuntivo, approvato nei due Consigli comunali, non ha rispettato le prerogative e i diritti dei consiglieri, non in condizione di poter fare una discussione nel merito”.

Dopo l’uscita dall’aula di Grande e D’Andraia, la maggioranza ha votato all’unanimità dei presenti la loro decadenza e la conseguente surroga delle new entry, D’Angelo e Papa. Non è escluso da parte dei due consiglieri un ricorso al Tar per chiederne il reintegro e far valere le loro ragioni. Per quanto riguarda gli altri punti, il sindaco ha comunicato la composizione della Giunta (composta da Antonio Russo e Franco Pantalena) e l’approvazione all’unanimità della convenzione “Antenna Pon Basilicata” e del regolamento UE relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, anche quest’ultimo all’unanimità.

In ultimo, Giordano ha annunciato che la sede del comune ritornerà a breve in viale Tracciolino. Il sindaco ha inoltre reso noto della riduzione del costo della raccolta differenziata di circa 40mila euro annuo.

– Claudio Buono –

GIOVANNI D'ANDRAIA CARMINE GRANDE - Lista LEALI PER VIETRI



























Un commento

  1. Franco Iorio says:

    Sono convinto che i Consiglieri dichiarati decaduti hanno buoni motivi per chiedere il reintegro con ricorso al TAR. Per il semplice motivo che e assenze per mancato intervento dei consiglieri dalle sedute del consiglio comunale non (devono) essere giustificate preventivamente di volta in volta. Le giustificazioni possono essere fornite successivamente, anche dopo la notificazione all’interessato della proposta di decadenza, ferma restando l’ampia facoltà di apprezzamento del consiglio comunale in ordine alla fondatezza e serietà ed alla rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze. E attenzione, valutare le circostanze da cui consegue la decadenza vanno interpretate restrittivamente e con estremo rigore, data la limitazione che essa comporta all’esercizio di un munus publicum. Gli aspetti garantistici della procedura devono essere valutati con la massima attenzione anche per evitare un uso distorto dell’istituto come strumento di discriminazione nei confronti delle minoranze. Il che sembra proprio il caso de quo. Ah! quando si dice l’animosità della politica!

    – le assenze danno luogo a revoca quando mostrano con ragionevole deduzione un atteggiamento di disinteresse per motivi futili o inadeguati rispetto agli impegni con l’incarico pubblico elettivo;[5]

    – la mancanza o l’inconferenza delle giustificazioni devono essere obiettivamente gravi per assenza o estrema genericità e tali da impedire qualsiasi accertamento sulla fondatezza, serietà e rilevanza dei motivi” (V Sezione, sentenza 9 ottobre 2007, n. 5277).

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