Uomo di Sala Consilina in carcere gravemente ammalato. La figlia scrive a Napolitano e Cancellieri





































Carmela Rosciano (nella foto), figlia di Angelo Rosciano, 60enne di Sala Consilina detenuto a Poggioreale dopo una condanna per ricettazione per un processo che risale a circa 15 anni fa, ha inviato, ieri, una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per chiedere che il padre, gravemente ammalato, possa scontare la sua pena agli arresti domiciliari.

Angelo Rosciano è costretto a vivere in una cella con altri quattro detenuti, su una sedia a rotelle a causa dell’amputazione di una gamba a causa del diabete. La malattia, tra l’altro, lo ha anche reso pazialmente cieco.

“Stimato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e stimata Ministra della giustizia Annamaria Cancellieri – si legge nella lettera – mi chiamo Carmela Rosciano e sono di Polla, vi scrivo per denunciare la mia disperata posizione di impotenza, la drammatica situazione di mio padre Angelo Rosciano attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale presso il padiglione San Paolo”. Carmela nella lettera ripercorre tutta l’odissea del padre. “A causa di una sentenza per ricettazione – continua Carmela nella lettera – scaturita da un processo il cui inizio risale a ben 15 anni fa, nel lungo periodo a nostra insaputa senza difesa, nell’aprile del 2012 mio padre viene arrestato. Mio padre soffre di una forte forma di diabete mellito alimentare, è arteriopatico, a causa di tali patologie ha sofferto l’amputazione dell’arto inferiore sinistro, soffre di parziale cecità, rischia la perdita anche dell’arto inferiore destro la cui circolazione è ostruita in vari punti”.







Angelo Rosciano, a causa delle sue  precarie condizioni di salute, non può essere detenuto presso la casa circondariale di Sala Consilina, suo paese di origine e per questo motivo si trova a Poggioreale, dove il carcere è fornito di un’area clinica. Paradossalmente, però, a causa del sovraffollamento del carcere, si ritrova a vivere in condizioni disumane. Le cose sembrano volgere per il meglio nel 2012 quando l’avvocato Pierluigi Spadafora riesce ad ottenere per il suo assistito gli arresti domiciliari ma,  al momento del rinnovo annuale della misura alternativa, il medico incaricato della perizia lo dichiara compatibile alla detenzione e scatta di nuovo l’arresto mentre tra l’altro Angelo è ricoverato presso presso l’ospedale di Polla.

Carmela chiude la sua lettera con un appello disperato a Napolitano e al Ministro della Giustizia “vi supplico affinchè – scrive – possa avere il vostro aiuto e un intervento urgente per mio padre e per tutti i malati che all’interno delle strutture carcerarie non incontrano cure ma solo inumana sofferenza”.

– Erminio Cioffi – ondanews –

 

































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